C'è anche Oliver Bierhoff tra gli ospiti del Festival dello Sport a Trento.


L'ex attaccante ed ex direttore sportivo della Federazione tedesca tra le altre di Ascoli, Udinese, Milan e Chievo è intervenuto nel panel "Una vita da centravanti" e si è soffermato anche su alcuni temi che toccano il calcio italiano.


In particolare la breve esperienza di Paolo Maldini come dirigente azzurro, nominato da Giovanni Malagò per rifondare il calcio nostrano prima che si arrivasse alle dimissioni dello stesso Maldini e dell'Advisor Leonardo.

Bierhoff ha confermato di aver avuto dei contatti con Maldini, suo ex compagno di squadra al Milan, a riguardo del suo incarico:


"Sì, abbiamo parlato spesso al telefono, gli ho raccontato la mia esperienza, ho fatto il tifo per lui, ho visto quanta grinta era pronto a mettere per la rifondazione del calcio italiano. Aveva le idee chiare, ma fin dall'inizio ho detto che devi sentire anche un sistema che sia disposto a seguirti, anche in misure che possono fare male. Lui probabilmente non ha sentito questo".

Dall'alto della sua esperienza con la Germania, Bierhoff indica cosa serve al calcio italiano per risollevarsi:


"Devo dire un po' di tutto. Quello di cui ci si deve rendere conto è che il cambio non può avvenire in due-tre anni, serve tempo. Nel 2000 abbiamo cambiato metodo di allenarsi, l'educazione, abbiamo investito nelle infrastrutture, negli stadi, nelle accademie. Abbiamo pensato ci volessero dieci anni. E nel 2010 in Sudafrica si vide ai Mondiali una Germania diversa, con giocatori tecnici. Serve pazienza, ma anche convinzione e la forza di dire: 'Dobbiamo cambiare'. Da fuori non posso giudicare, ma pensavo che serve proprio arrivare al fondo per risalire. Mi sembrava che l'Italia ci fosse arrivata e che dicesse 'basta' con un cambio forte, con investimenti forti".

Sulle panchine di Germania e Italia oggi siedono Jurgen Klopp e Roberto Mancini, ma sono gli uomini giusti per far ripartire le loro squadre nel breve termine? Bierhoff chiama prudenza:


"Nel breve è difficile, oggi c'è mancanza di qualità. Con tutto il rispetto di ogni giocatore, l'Italia arrivata in Germania con Baggio, Del Piero, Pirlo, Cannavaro. Anche la Germania la guardo e penso: quali sono ad alto livello in un grande club europeo a incidere? Fanno bene, certo, ma i campioni sono come Matthaus, che va in Italia ad essere decisivo. Quando sono arrivato io era tutto al top, anche come preparatori tecnici, per dire, ma sembra che vi siate rilassati senza la capacità di cambiare".

Infine, Bierhoff dice la sua sulla sfida tra Francia e Italia:


"Come finisce? Con i Bleus non si sa mai, possono vincere anche 4-0 perché sono davvero forti. Così come lo è la Spagna oggi. Per Mancini all'inizio non è facile il lavoro, sarà difficile oggi".

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