Luca Toni incorona Pio Esposito.
L'ex centravanti della Nazionale parla così dell'attaccante dell'Inter (classe 2005) nel corso di un'intervista a Tuttosport: "Usa molto il corpo e il fisico come facevo io, ma credo debba diventare più forte sotto porta. Tanto per essere chiari: io, alla sua età, non ero forte come lui. Mi piace il suo atteggiamento. Ha imparato da Lautaro e Thuram, cioè da due ottimi maestri. È intelligente, non molla mai, sempre sul pezzo, ha la capacità di assumersi le responsabilità".
"Roberto Mancini è l'uomo giusto per riaccendere la fiamma? Il ct è l'ultimo ad aver vinto con l'Italia. Ha fatto tante belle cose, si è lasciato male con la federazione per un problema di comunicazione sinceramente non bello, ma ripeto, è uno che sa come si vince. Che sa come si allena. Quindi, la risposta è sì".
"Condivido la sua scelta di ripartire dal 4-3-3? Al mille per mille. Vedo però un problema: la squadra di Serie A che utilizza più italiani, l'Inter, gioca con il 3-5-2, un sistema di gioco che peraltro non amo. È blindato, non può diventare altro in corsa, infatti spero che Chivu prima o poi possa cambiare idea. Il 4-3-3, invece, può trasformarsi in 4-4-2, o 4-4-1-1 o 4-2-3-1, con interpreti in grado di saltare l'uomo ad esempio".
"Un talento su cui punto in prospettiva? Alphadjo Cisse del Milan. Che è nato nel 2006, anno di grazia del calcio italiano".
"E poi dico Costantino Favasuli, classe 2004 del Napoli, con un dubbio di fondo: a 22 anni si può ancora essere considerati giovani? All'estero direbbero di no".
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