Pietro Accardi fa il punto sul futuro del centrocampista Alessandro Romano, arrivato dalla Roma nello scorso mercato estivo e già nel mirino delle grandi squadre italiane.
Il direttore sportivo del Cagliari ha dichiarato in un'intervista a Tuttosport: "Romano mi ha colpito l'anno scorso, per come si è calato subito in un contesto complicato come quello dello Spezia. Un ragazzo che alla prima esperienza tra i grandi si è saputo imporre facendo 19 partite su 19 nonostante le difficoltà fa capire che testa abbia. In estate era sicuramente molto ambito. C'erano altre squadre, ma credo che il progetto del Cagliari e soprattutto l'allenatore (Pisacane, ndr) dal punto di vista tecnico-tattico abbiano fatto la differenza".
"Come l'ho visto al rientro a Cagliari dopo la Nazionale? Uguale al primo giorno: lui sa che la Nazionale sicuramente gli ha dato qualcosa, ma allo stesso tempo sa che il suo percorso è qui a Cagliari. Ha fatto dei ragionamenti suoi perché è una persona che ascolta, ma allo stesso tempo ha la sua personalità, il suo carattere, di conseguenza come ha spiegato anche lui si è sentito di fare questa scelta con il cuore per il presente, ma anche per il futuro".
"Juventus e Inter hanno già bussato alla nostra porta? Non direttamente, ma sappiamo benissimo che è un giocatore che sta iniziando a destare tanto interesse, come è normale che sia per un classe 2006 con le sue qualità e con ancora ampi margini di miglioramento".
"Può raggiungere i livelli di Nicolò Barella? Per me assolutamente sì. Alessandro deve continuare a lavorare con la stessa dedizione e determinazione che ha dimostrato qui dal primo giorno".
"A gennaio non partirà? Rappresentare questo popolo vuol dire anche non sentirsi di passaggio, nessuno di noi sta pensando di privarsi a gennaio di un pezzo così pregiato. Siamo la settima squadra d'Italia per numero di tifosi, di conseguenza tutti noi sappiamo che responsabilità che abbiamo nei confronti della nostra gente".
"È vero che la scorsa estate ho pensato ad Adzic (poi trasferitosi dalla Juventus al Sassuolo, ndr)? Adzic era un'idea, ma come spesso accade quando pensiamo alla squadra non esistono prime e seconde scelte, ci muoviamo per avere più possibilità anche perché il mercato è dinamico e possono subentrare gli imprevisti".
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