Paolo Montero, ex giocatore ed ex allenatore (per due partite) della Juventus, parla di Yildiz e Huijsen, che aveva avuto occasione di allenare fra Next Gen e prima squadra: "Normalmente ne osservo la postura in campo. Come si muove con e senza palla. Faccio sempre l’esempio di Yildiz e Huijsen. Bastava guardarli entrare nel campo di allenamento il lunedì per capire che sarebbero diventati due fuoriclasse assoluti", riporta Tuttosport.


L'ex difensore aggiunge: "Avevano la giusta mentalità. Non li ho mai visti andare ai due all’ora in allenamento. Ci mettevano tutta la foga possibile. Il talento è un dono della natura ma, credetemi, non basta. È il lavoro la discriminante che trasforma giocatori promettenti in profili top. E loro due lavoravano come degli animali. Poi avevano una qualità non indifferente".

E infine: "Mi facevano decine di domande e ascoltavano sempre con attenzione ciò che avevo da dirgli. Erano umilissimi. Capitava più volte che dovessi portarli via a forza dai campi di Vinovo perché si fermavano a provare i piazzati o a sfidarsi in giochini tutti loro. Comportamenti che 20 anni fa rientravano nell’ordine della normalità. Menotti mi ha insegnato che se è vero che l’allenatore deve cercare in tutti i modi di stimolare i giovani per aiutarli a crescere, è altrettanto vero che sono loro a dover stimolare te. E loro lo facevano alla grandissima. Avevo voglia di allenarli".