Goncalo Ramos non ha ancora risolto l'annoso problema che da anni impegna il Milan: un numero 9 che crei, segni e diventi il punto di riferimento dell'attacco rossonero.

Da anni - eliminando da questo ragionamento la parentesi in cui la 9 è stata indossata da Oliver Giroud - si parla della famosa 'maledizione' della maglia numero 9 che, dai tempi di Filippo Inzaghi, non ha avuto una fissa dimora e un proprietario che sapesse esaltarsi e farsi carico del reparto offensivo del club di Via Aldo Rossi.

Ma il vero goleador che i tifosi del Milan tanto bramano si è fatto vivo solamente nella sfida contro il Venezia in casa a San Siro, per poi... Sparire. Ecco, fissiamo alcuni presupposti: alcuni di questi sono semplicemente dati di queste prime gare fra Serie A ed Europa League e la colpa non può essere sicuramente tutta attribuita al centravanti portoghese.

Ma proviamo a capire cosa sta succedendo al suo modo di giocare e quale potrebbe essere il modo giusto per valorizzarlo al meglio.

Ci sono, come detto, alcuni dati preliminari che possiamo prendere in esame nella nostra disamina.

Partiamo dal primo: contro il Benfica, Goncalo Ramos ha concluso la sua terza partita consecutiva fra campionato ed Europa League senza mai concludere verso lo specchio della porta avversaria. Il centravanti portoghese sta tremendamente faticando - come viene sottolineato anche dai colleghi de La Gazzetta dello Sport - a essere incisivo sotto porta: nell'ultima gara continentale, ha toccato appena quattro palloni nell'area di rigore del Benfica.

Ma a sorprendere sono anche i 14 palloni persi nella gestione del possesso e i dati difensivi: 16 contrasti totali (fra duelli a terra, aerei e falli commessi) e i 4 palloni recuperati. Andando più nel generale delle sue prestazioni in queste prime quattro gare in campionato, ci sono alcune statistiche che possono preoccupare l'ambiente rossonero: solamente 14 tiri (raccolti nelle prime due partite con Torino e Venezia), 1,55 xG raccolti, 1 solo goal messo a segno, una percentuale del 16,7% di dribbling riusciti su quelli tentati, 158 tocchi di cui solamente 20 nell'area di rigore avversaria come riportano i dati a disposizione fra Sofascore e Fotmob.

Anche l'heatmap di Goncalo Ramos mostra come il giocatore viva gran parte delle sue partite al di fuori dell'area di rigore, provando a cucire il gioco con la trequarti e la mediana e a cercare palloni sfruttabili per cominciare azioni offensive che possano diventare pericolose. Il problema di fondo è anche questo: il portoghese è tra i giocatori della rosa del Milan che corre più di tutti, disperdendo in energia per attivare il primo pressing e mantenendo di rado la sua posizione dove conta di più, ovvero vicino alla porta avversaria.

L'immensa generosità mostrata sul campo da Ramos lo porta a non avere più quella lucidità nelle - poche, a dire la verità - occasioni prodotte dalla formazione rossonera. E' chiaro ed evidente come non sia il problema di un singolo: il lavoro effettuato in fase di non possesso è prezioso e fondamentale in fase di non possesso, ma deve essere supportato da tutto il resto della squadra.

Il pressing immediato richiesto da Amorim deve essere fluido, armonico, ordinato: è tutta la formazione che deve accompagnare il suo centravanti nella prima fase per riprendere immediatamente il possesso della sfera nella trequarti avversaria. Ramos è un centravanti che, dal punto di vista delle caratteristiche, ha tutte le carte in regola per essere completo e affidabile: è intelligente, sa muoversi bene fra le linee, attacca la profondità e ha un ottimo fiuto per il goal.

Per evitare che, però, rimanga isolato ora è tutto il Milan che deve crescere assieme e attorno a lui per renderlo il culmine di una manovra che non deve nascere dal portoghese, ma idealmente deve concludersi con lui.

Adesso, dunque, vanno subito studiate le soluzioni per non fare diventare Goncalo Ramos l'ennesimo caso del numero 9 degli ultimi anni del Milan. Ma come?

Idealmente è semplice, praticamente vanno messi in campo alcuni dei principali dogmi del calcio di Amorim che ancora non ha mostrato nella sua avventura rossonera. In primis, vanno collaudati determinati meccanismi e va innalzato il tasso qualitativo dalla trequarti in su, arrivando al passaggio chiave negli ultimi 25 metri preparati per incidere.

Serve un passo in avanti, serve che il livello del Milan si alzi e Amorim è pronto ad affidarsi ai suoi leader per rendere possibile questa idea: l'inserimento di Modric in mezzo al campo può fornire maggior fantasia alla mediana, dando spazio alle qualità tecniche di Rabiot e Pulisic sulla trequarti, due giocatori abili nello stretto e che possono innescare i movimenti di Ramos in attacco.

Anche lo stesso portoghese è chiamato a fare quello step in più che un club come il Milan richiede: ne va dell'investimento da oltre 70 milioni di euro effettuato in estate, del futuro del Milan e del prosieguo della stagione rossonera.

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