Alzi la mano chi pensava seriamente che Alphadjo Cissé potesse rimanere al Milan. Non perché non sia capace di giocare a calcio, tutt'altro: semplicemente perché vedere un diciannovenne titolare in una big di Serie A è un evento particolarmente raro.
Eppure è quel che quasi certamente accadrà domenica sera: in un Milan piuttosto strano, tra infortuni, dubbi di formazione e tagli decisi da Amorim, proprio Cissé è destinato a trovare spazio. Uno dei due posti, e una delle due maglie, alle spalle del centravanti Gonçalo Ramos saranno di sua proprietà.
L'ironia della situazione è che il Milan esordisce (e segna) a Torino. E il Torino è una squadra che con Cissé qualcosina a che fare ce l'ha. Anche se il giovanissimo Alphadjo non ci ha mai giocato.
Proprio il Torino è emerso nelle ultime settimane come uno dei club maggiormente interessati a strappare Cissé al Milan. In prestito, s'intende: non certo a titolo definitivo.
Sarebbe stata la classica esperienza per fargli fare le ossa in una realtà dalle ambizioni diverse, certamente minori rispetto a quelle del Milan. E in una rosa nella quale, almeno sulla carta, lo spazio per far crescere Cissé e dargli un adeguato minutaggio ci sarebbe stato.
E invece, alla fine non se n'è fatto nulla. E per come si stanno mettendo le cose, non se ne farà nulla. Né per il Torino, che domenica si ritroverà Cissé da avversario, né per il Sassuolo, altro club a cui non sarebbe dispiaciuto prendere l'ex catanzarese sotto la propria ala.
Cissé, gioiello che il Milan ha acquistato dal Verona a gennaio lasciandolo in prestito al Catanzaro, è peraltro reduce da una seconda parte di stagione completamente persa: un grave infortunio agli adduttori lo ha colpito a gennaio, lasciandolo in pace solo a campionato finito.
Non solo: mai il giovane Alphadjo ha messo piede in Serie A nella sua ancora breve carriera. O meglio, lo ha fatto tre volte con la maglia del Verona ma collezionando in tutto appena una quindicina di minuti. Insomma: ci siamo capiti. L'esperienza ad altissimi livelli non c'è non può esserci.
Però Amorim ha già dimostrato più volte di essere uno che ama andare controcorrente. Lo ha fatto ritagliando a Chukwueze il ruolo di esterno a tutta fascia, ad esempio. O ponendo il veto sulla cessione di Loftus-Cheek ed Estupinan. O lasciando andare Tomori, Nkunku e Fofana.
Lo ha fatto anche dando spazio, considerazione e fiducia al nemmeno ventenne (compirà gli anni alla fine di ottobre) Cissé. Il quale, dal canto suo, questa fiducia l'ha ripagata negli allenamenti e in amichevole, con qualità, guizzi e personalità. Fino all'ottima prova contro il Manchester United, bagnata dal goal del momentaneo 2-2.
"Per come ha giocato, Cissé renderà la vita difficile a Leao": così Amorim parlava dopo la gara con lo United. Un manifesto chiaro delle sue intenzioni, altrettanto chiare: tenere Alphadjo in rosa, in barba all'età, in barba all'inesperienza.
Durante la conferenza di presentazione di Torino-Milan, andata in scena nel primo pomeriggio, un giornalista presente in sala stampa ha chiesto ad Amorim quale sia il giocatore che l'ha sorpreso di più. E l'allenatore portoghese ha risposto.
"Difficile da dire. Adoro Cissè. Adoro Cissè. Spero non lo senta, magari si monta la testa", ha detto. Il tutto accompagnato da una risata.
A poco più di 24 ore dall'esordio in campionato, è l'ennesima conferma della maglia da titolare che Amorim è pronto a concedere a Cissé. Anche perché non è solo la qualità del ragazzino a fare la differenza: è anche la situazione generale della trequarti milanista.
Cissé è diventato un'alternativa credibile anche per questo: perché quel ruolo, sostanzialmente, è immerso da tempo in un gran caos.
Ricapitolando: Leao ha un piede dentro Milanello e un altro fuori, Pulisic è appena tornato in gruppo dopo un infortunio, Nkunku andrà via, Loftus-Cheek sembrava destinato alla cessione ma è rimasto. E Diego Moreira, arrivato pochi giorni fa, non partirà titolare a Torino.
Per cui, appunto, ecco Cissé. Uno che questa partita avrebbe anche potuto giocarla con la maglia del Torino, ma lo ha fatto con quella del Milan. La prima di tante. Perché il ragazzino che Amorim "adora" ha talento da vendere.
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