Il caso Lameck Banda per il Lecce si sta per trasformare in una lunga e intensa battaglia legale. L'attaccante, tornato in patria nel corso dell'estate per celebrare il suo matrimonio, non è più tornato in Italia per affrontare la nuova stagione con la maglia del club salentino. I giallorossi a fine stagione hanno esercitato la clausola di rinnovo annuale del suo contratto, ma le promesse della società libica Al Swehli hanno convinto il giocatore a disertare la chiamata dei giallorossi che ora, come raccontato dal presidente Saverio Sticchi Damiani alla Gazzetta dello Sport, chiederanno di andare per via legali per fermare del tutto il giocatore. Ecco le sue parole e alcuni importanti retroscena.


"Banda ha un contratto che lo lega al Lecce fino a giugno 2027 e, ovviamente, non può essere trattato come un calciatore svincolato. Lo scorso maggio lo abbiamo anche convocato in sede: Banda, assistito dai suoi vecchi procuratori, ha firmato un documento di adesione al nostro esercizio dell’opzione di rinnovo". 

"I rapporti tra il Lecce e Banda erano ottimi. A giugno mi ha chiesto di anticipargli parte del suo stipendio per affrontare le ingenti spese del matrimonio e come sempre ho acconsentito".

"Trattative? Chiamarla trattativa mi sembra eccessivo. Noi abbiamo ricevuto un’offerta molto bassa da parte dell’Al-Fateh, che ci proponeva una somma addirittura inferiore a quanto noi avevamo investito per comprare Lameck nel 2022. Abbiamo rifiutato e la storia è finita lì. I sauditi non sono mai stati realmente interessati perché non hanno mai rilanciato"

"Banda ci ha comunicato quando sarebbe arrivato e quali voli avrebbe preso per rientrare in Italia. Tutto d’un tratto, però, è sparito, lasciando che fossero i suoi amici a comunicare le sue intenzioni. Il fatto che abbia fatto parlare sui media soggetti anonimi per denigrare il Lecce è sintomatico del livello di questa vicenda. Faccio fatica pure a commentare".

"Hanno progettato, con la complicità del calciatore, un piano per portarlo via senza pagare un euro. Hanno provato a chiedere il transfer alla Figc, che ovviamente ha detto di no. Ma adesso l’Al Swehli e Banda busseranno alle porte della Fifa. I suoi vecchi agenti hanno preso le distanze dai comportamenti di Lameck. Nello spogliatoio ci sono regole rigide e, se un calciatore, senza motivo, non si presenta per giorni, non viene più considerato parte di un gruppo"

"È probabile che Banda inizi abusivamente la stagione giocando con l’Al Swehli. Il nostro obiettivo è far sì che il tribunale quantifichi correttamente il risarcimento del danno per la rottura unilaterale del contratto. Altrimenti si crea un precedente che legittima un clima da 'tutti contro tutti', con ognuno che potrà fare ciò che vuole".

"Il calciatore merita di essere squalificato, mentre la società libica di essere esclusa dalle negoziazioni del calciomercato. È una estate impegnativa, ma ogni evento avverso va trasformato in un’occasione di rilancio e la piazza giallorossa lo sta dimostrando con una campagna abbonamenti senza precedenti".