Alla vigilia di Roma-Inter l'ex presidente nerazzurro Massimo Moratti ha rilasciato una lunga intervista a La Repubblica, durante la quale racconta retroscena di mercato e aneddoti del passato. Domani la 'sua' Inter incrocerà Gian Piero Gasperini, che Moratti conosce bene per averlo avuto sulla panchina nerazzurra per un breve periodo all'inizio della stagione 2011/12: "Con il mister ci siamo incontrati, stretti la mano e abbracciati. Io non ho rancore, lui forse sì; ma sarebbe giustificato. Fu un momento sfortunato, lo mandai via perché non vincevamo una partita".

Riavvolgendo la macchina del tempo, Massimo Moratti torna indietro di qualche anno raccontando di quando provò a portare Francesco Totti a Milano: "Io dalla Roma provai a prendere Totti, dissi a Sensi che non avrei fatto storie sul prezzo - svela nel corso dell'intervista rilasciata a La Repubblica - ma lui mi rispose che non se ne parlava. Si comportò da romanista, non da commerciante. Poi presi Batistuta, fece solo un goal ma è un'operazione che rifarei".

Occhi puntati sulla sua Inter: "Chivu è un uomo coraggioso, ha un carattere forte. Lautaro o Milito? Scelgo Diego, ma insieme sarebbero stati una coppia formidabile. Nella mia Inter avrei voluto Barella e Dimarco, si sarebbero giocati il posto nella squadra del Triplete. Ausilio l'ho sentito sia il giorno dell'addio che quello dopo, non gli bastava un solo anno di contratto, si aspettava una proposta più lunga ma è andato via senza rivalsa. Bisogna arrabbiarsi per la sconfitta con il Real Madrid, perché la partita era stata preparata bene ed è stata persa per due quasi autogol".