Sono destinate a far discutere e rischiano di avere una coda anche al di fuori del contesto sportivo le dichiarazioni rilasciate dall'allenatore del Livorno Cristiano Lucarelli alla vigilia della sentitissima partita contro lo Spezia. Un “derby” per la grande rivalità esistente tra le due tifoserie, giudicato però dalle autorità di pubblica sicurezza come partita a rischio incidenti e che ha portato alla decisione di non consentire la trasferta ai sostenitori toscani.

“Se rinasco voglio fare o il questore o il prefetto. Prendo il mio stipendio, non vado a cercare rogne, tengo tutti a casa e ho fatto il mio lavoro. Poi ci sono le coppe europee, arrivano tifosi da fuori a fare danni nelle nostre città ma divieti lì non li vedo...”, ha dichiarato Lucarelli in vista della partita, valida per la quarta giornata del girone B del campionato di Serie C. Dopo le prime tre partite, le squadre sono appaiate a quota 7 punti in classifica, in vetta insieme a Perugia, Grosseto e Reggiana.

Le frasi di Lucarelli hanno finito per attirare le attenzioni della Procura della FIGC guidata da Giuseppe Chiné, che ha deciso di aprire un'indagine sull'allenatore del Livorno per valutare se sussistano i motivi per imputargli la violazione del codice di giustizia sportiva, in relazione ai principi di lealtà, correttezza e al divieto per i tesserati di esprimere giudizi lesivi della reputazione di organi istituzionali.