L'avventura di Teun Koopmeiners con la Juventus è ricominciata da dove era terminata a fine maggio. Neanche i Mondiali infatti sono riusciti a risollevare lo status del classe 1998, che con l'Olanda è stato protagonista di quattro partite senza infamia e senza lode contro Giappone, Svezia, Tunisia e Marocco. L'unico acuto è stato il rigore segnato nella lotteria dagli undici metri nei sedicesimi persi contro il Marocco, non abbastanza né per la qualificazione dei Paesi Bassi, né per rivalutare la stagione del centrocampista olandese e né, soprattutto, per risollevare il suo profilo in chiave mercato.
Tornato a Torino, Koopmeiners è ripartito quindi esattamente da dove aveva finito la stagione 2025-26 con la maglia bianconera (44 presenze e 2 goal): Koop non è un titolare della squadra ideale di Luciano Spalletti, ed è sul mercato, alla ricerca di una difficile soluzione per una exit strategy dalla Continassa. Ripartendo dalla stagione scorsa, c'è la sensazione che la Juve, e in particolare Spalletti dal suo arrivo a Torino, le abbiano provate davvero tutte con Koopmeiners, anche per quanto riguarda la posizione in campo. Per evitare di farlo giocare spalle alle porta, posizione sgradita nella quale si era ritrovato a giostrare troppo spesso nella passata annata, in particolare con Thiago Motta in panchina nella stagione 2024-25 (44 presenze e 5 reti), Spalletti ne ha arretrato la posizione, ampliandone al contempo il raggio d'azione.
Koopmeiners è stato quindi schierato sia come difensore (braccetto nella difesa a tre, oppure terzino sinistro o centrale di sinistra nella difesa a quattro), che come centrale di centrocampo, con risultati deludenti in entrambi i ruoli. Durante la stagione scorsa il ruolo e la funzione dell'olandese si sono delineati in via definitiva: riserva di lusso. Un tappabuchi da 54,7 milioni di cartellino (61 se ci mettiamo anche i bonus). Se non c'era Bremer, Kelly giocava centrale e Koop sulla sinistra. Se mancava uno fra Locatelli e Thuram, Koop poteva giocare a centrocampo. Di fatto, un rincalzo. E, di fatto, l'ammissione del fallimento di una delle operazioni di mercato più costose della storia bianconera. Un trend confermato anche dalle amichevoli giocate dalla Juventus in questo pre campionato: Koopmeiners non è un titolare e gioca, quando c'è bisogno, a centrocampo o in difesa. E, soprattutto, è sul mercato.
Nella Juventus 2026-27, Koopmeiners è destinato a essere di nuovo una riserva. Una riserva che Giovanni Carnevali e Frederic Massara devono però provare a vendere. La Juve, per poter vendere Koopmeiners in questa campagna trasferimenti che ormai si avvia alla conclusione, vuole un trasferimento a titolo definitivo o un prestito con obbligo di riscatto. E non può permettersi di centrare una minusvalenza: come da comunicato ufficiale l'olandese nel 2024 è stato acquistato "a fronte di un corrispettivo di € 51,3 milioni, pagabili in quattro esercizi, oltre ad oneri accessori pari a € 3,4 milioni". Considerando che l'ex Az Alkmaar ha firmato un contratto fino al 30 giugno 2029, la cifra a bilancio per il club bianconero è di 10,9 milioni di euro annui. Tradotto, serviranno 32,9 milioni per evitare una minusvalenza. Una cifra che, ad oggi, è molto difficile ipotizzare che qualcuno possa spendere, nonostante sia gennaio che durante l'estate ci sia stato qualche timido interesse dalla Turchia e dall'Arabia Saudita. Nelle prime battute di questo mercato, la Juve ha provato a inserire Koopmeiners nel tentativo effettuato con la Roma per Mile Svilar, assalto che i giallorossi hanno respinto. Poi, si è parlato di un eventuale inserimento nella trattativa che ha portato Jhon Lucumì dal Bologna alla Juventus. Ma anche lì, niente di fatto. A frenare gli eventuali acquirenti, oltre al costo del cartellino, c'è anche l'ingaggio da 4,5 milioni. Di fatto, solo la scelta della Juve di cedere Koopmeiners in prestito, e non a titolo definitivo, potrebbe sbloccare il mercato in uscita del numero 8 olandese.
Di fatto, ad oggi, Koopmeiners rappresenta uno dei casi più spinosi da risolvere nelle ultime settimane di mercato per l'ad Giovanni Carnevali e per Massara e Ottolini. L'ex Atalanta è di fatto un esubero dal peso a bilancio ancora notevole e per il quale sembra complicatissimo trovare una soluzione. La sua cessione però sarebbe fondamentale per completare il centrocampo, magari con l'ingaggio di Franck Kessie a parametro zero.
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