Francesco Pio Esposito, l’uomo dei record. Con la rete che ha sigillato il definitivo 4-1 dell’Italia in casa della Turchia, l’attaccante dell’Inter ha fatto segnare diversi nuovi primati, scrivendo sempre più il suo nome nel libro dei record della maglia azzurra sia per capacità realizzative che per precocità.


Il goal in tuffo di testa gli è valso il suo 6° goal in 11 partite giocate con la maglia della Nazionale italiana: Esposito ha una super media di 0,55 reti a partita, meglio anche di Roberto Baggio. Di fatti, dagli anni Novanta in poi nessuno ha un rapporto tale tra presenze e reti fatte. Se, invece, si allarga il range includendo i dati di tutta la storia azzurra, il classe 2005 di Castellammare è 13° all time per media goal (per chi ha segnato almeno 6 volte).


Nella specifica classifica dei marcatori azzurri per media goal a partita svetta Annibale Frossi (che ha giocato negli anni Trenta con 8 reti in 5 match), davanti a Sivori, Libonatti, Piola e Riva. Pio si piazza davanti a nove moderni come Moise Kean e Christian Vieri ma anche a nomi illustri come Amedeo Amadei e Pierino Prati. Con il goal alla Turchia, segnato quando non ha ancora 21 anni e in una gara in cui ha servito anche un assist a Kadoye, è salito in pratica alla media di un goal ogni 101 minuti in campo in azzurro.

Ma c’è di più perché la rete del 4-1 a Bursa lo porta, come detto, a superare quota cinque goal con la Nazionale e a farlo alla verde età di 21 anni e 92 giorni e solo due giocatori ci sono riusciti da più giovani: Giuseppe Meazza (19 anni e 261 giorni) e Gianni Rivera (21 anni e 78 giorni). Un risultato, insomma, storico: la punta interista è il terzo più giovane di sempre a farlo, l’ennesimo risultato che conferma la sua ascesa. Reduce da un’ottima prima stagione in prima squadra, quest’anno si sta ritagliando sempre più spazio nello scacchiere del suo mentore Chivu e ha già realizzato due goal e un assist.


Titolare indiscusso per il ct Mancini, i numeri in azzurro di Esposito sono notevoli se li si guarda al presente ma diventano ancora più rimarchevoli se li si prospetta al futuro. Non ci sarebbe da stupirsi se, nel giro di pochi anni, l’attaccante dell’Inter dovesse scalare molte posizioni nella classifica marcatori all-time della Nazionale italiana, una graduatoria che, ormai da anni, non vede grossi scossoni nelle posizioni di vertice.


In questo momento al 77esimo posto con 6 reti come Pellegrini e Bernardeschi, dovesse proseguire con questo passo, Esposito potrebbe superare tanti dei nomi che lo precedono. Basti pensare che, tra i giocatori ancora in attività, a 7 goal ci sono Federico Chiesa ed El Shaarawy, a 8 Berardi, a 9 Frattesi, a 10 Barella, a 11 Retegui e Raspadori, a 12 Belotti, a 13 Kean, a 14 Balotelli. Con 8 marcature nei prossimi mesi – e se i “contendenti” dovessero restare fermi – Pio potrebbe presto diventare già il miglior marcatore azzurro in attività ma la classifica è talmente corta che la top 10 sembra già alla sua portata.


Partendo da 6 goal (e con 2 gare contro Francia e Turchia da giocare nei prossimi giorni), il numero 7 della Nazionale ha tanti totem azzurri nel suo mirino: con altre 10 marcature nei prossimi mesi/anni, raggiungerebbe a 16 Toni e Vialli. A 17 c’è Immobile, a 19 Bettega e Gilardino, a 20 Paolo Rossi e a 21 De Rossi.


Prima di entrare in top 10, dovrebbe superare Sandro Mazzola (22 goal in Nazionale per lui) e quindi ambire alle 23 reti di Vieri e Graziani e alle 25 di Baloncieri, Inzaghi e Altobelli. La top 5 si apre poi con Baggio e Del Piero (a 27 goal), il podio è composto (e lo è ormai da decenni) da Piola a 30, Meazza a 33 e Riva a 35.


Per ora tali vette sono solo un sogno per Esposito che è distante ben 29 goal da Rombo di Tuono. La missione è sì complicata ma non impossibile considerata la bravura del ragazzo e la sua giovane età. Dovesse anche solo avvicinarsi alla leggenda del Cagliari, il calcio italiano avrebbe ritrovato un bomber di quelli che mancavano, almeno numericamente, da tanti anni. Non ci resta che augurarcelo e continuare a fare il tifo per lui e per gli azzurri di Mancini.