La lunga sosta per le nazionali sicuramente servirà a molti allenatori per studiare novità tattiche e differenze di impiego di molti degli uomini avuti a disposizione finora e in vista della prossime, fondamentali, gare. Il tempo degli esperimenti è ormai finito e le risposte date nelle prime 5 giornate di campionato a cui si sono aggiunte per molti gli esordi nelle coppe europee e nella Coppa Italia, serviranno a definire il più possibile l'11 ideale che dovrà trascinare tutte le formazioni fino alla prossima sosta.
In casa Inter Cristian Chivu ha tanti temi aperti sul tavolo, a partire dalla costante dei due goal subiti prima di iniziare a dare una svolta agonistica alle partite, passando per la fragilità difensiva ma anche ad alcuni dualismi tecnico tattici che dovrà necessariamente risolvere. Uno su tutti è quello che vede protagonisti Petar Sucic e Curtis Jones con l'inglese che almeno finora, non ha dimostrato nei fatti di essere meglio del giocatore a cui sta provando a togliere il posto.
Va detto e sottolineato: l'Inter è una macchina rodata, che arriva da anni di grandi successi e di una formula che l'ha portata con Chivu in panchina e soltanto un anno fa, a trionfare sia in Campionato che in Coppa Italia.
L'allenatore rumeno sta provando a modificare, seppur con pochi concetti, il modo in cui la palla esce dalle retrovie e cercando di essere più verticale ma quanto mostrato finora dall'inglese certifica come il percorso di inserimento sia ancora lontano dall'essere completato.
Spesso fuori posizione soprattutto in fase di non possesso, pur avendo giocato più o meno lo stesso numero di minuti il confronto fra Jones e Sucic pende a favore del croato in alcune statistiche chiave.
Partendo dalla fase offensiva Sucic cerca più dribbling (creando quella condizione di 1 contro 1 e superiorità che Chivu sta chiedendo anche a Diouf in fascia destra), ha creato più grandi occasioni, ha una percentuale di passaggi offensivi nell'ultimo terzo di campo maggiore (seppur di poco), ma la più grossa differenza la si nota nei passaggi lunghi, dove la differenza è di 13 a 2 per il croato con il 92% di precisione, e nei passaggi progressivi (120 a 102).
L'Inter offensivamente parlando ha comunque prodotto tantissimo come squadra in tutte le partite giocate di conseguenza il fattore che potrebbe portare Chivu a preferire Jones a Sucic è la fase difensiva. Anche qui, però, l'inglese ha statistiche peggiori dell'ex-Dinamo Zagabria.
Jones ha più chiusure (che potrebbe però essere anche segno di mal posizionamento), ma è l'unico dato in cui eccelle. Sucic ha più contrasti effettuati, più respinte sulle conclusioni avversarie, più contrasti e duelli vinti (77% contro il 52%) e, soprattutto 1 sola palla persa contro le 4 perse dall'ex-Liverpool.
Cristian Chivu in estate si è battuto con forza con la società chiedendo a tutti i costi l'acquisto di Curtis Jones in quanto, a suo modo di vedere, giocatore con caratteristiche uniche e in grado di fornire alla squadra opzioni differenti rispetto ai centrocampisti presenti in rosa.
Eppure, osservandolo in campo e analizzando le statistiche, la differenza rispetto allo stile di gioco di Sucic e al suo posizionamento in campo ad oggi non solo non emerge, ma tenderebbe a premiare (Madrid a parte dove il croato è entrato dalla panchina senza convincere e comunque restando in campo insieme all'inglese e non al suo posto) proprio il croato.
Per Jones, e per Chivu che lo ha voluto, la lunga sosta oggi rappresenta un enorme vantaggio e un'enorme occasione rispetto a Sucic. La Croazia ha infatti convocato il suo talento, mentre l'Inghilterra non ha chiamato l'ex-Reds.
Le due settimane e oltre di stop potranno quindi servire per crescere di condizione, inserirsi meglio nelle idee dell'allenatore e arrivare pronto al rientro dalla sosta per ribaltare queste statistiche.
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