L'ennesima sconfitta di un avvio di stagione semplicemente disastroso: il Tottenham di Roberto De Zerbi esce con le ossa rotta dalla sfida di Premier League contro il West Ham, con un nuovo ko (questa volta per 3-2) arrivato senza mai riuscire a imporre una trama di gioco che permettesse agli Spurs di mostrare il calcio promesso dall'allenatore italiano.

La crisi sembra non attenuarsi in casa Tottenham e, come in ogni club che si rispetti, è chiaro ed evidente come siano incominciate le prime dovute riflessioni sulla panchina del tecnico ex Foggia e Benevento.

Ragionamenti che proseguiranno lungo il corso di tutta la prossima estate, considerando che il fattore economico può determinare ogni possibile decisione da parte della società inglese.

Allo stato attuale dei fatti, infatti, il Tottenham non sembrerebbe essere intenzionato a sollevare De Zerbi dal proprio incarico. L'allenatore italiano gode della fiducia del management della società britannica, ma come ogni allenatore è vincolato e legato ai risultati di campo.

Risultati che non stanno arrivando in casa Tottenham, reduce dall'ennesima sconfitta della sua stagione, un'annata che era cominciata sotto ben altri auspici.

Auspici che derivavano dalle richieste effettuate da De Zerbi e soddisfatte dalla dirigenza degli Spurs che, nel corso dell'ultima sessione estiva, non ha assolutamente badato a spese.

Al di là dei prestiti di Mudryk e Marmoush e degli arrivi a zero di Dubravka, Robertson e Senesi, il Tottenham ha speso la bellezza di 366,35 milioni di euro per l'ultima campagna acquisti: 108 milioni per Sandro Tonali, 99 per Mateus Fernandes, 87,7 per Savinho, 60 per van Hecke e 11,65 per Adarabioyo.

Rinforzi che hanno fornito maggior profondità alla rosa guidata da De Zerbi in tutti i ruoli principali, dalla difesa all'attacco, passando per una mediana completamente rivoluzionata e sulla carta rafforzata.

Il campo, tuttavia, ha presentato un duro conto all'armata di De Zerbi: 2 soli punti in Premier League con 2 soli goal segnati nelle prime cinque partite (tra l'altro, tutti nell'ultima gara di campionato) che portano gli Spurs al 19° posto attuale, con la possibilità di diventare il fanalino di coda in Inghilterra se il Fulham riuscisse a fare risultato.

A questa pessima partenza, va sommata anche l'eliminazione in Coppa di Lega per mano del Liverpool e dunque la possibilità di giocarsi un trofeo stagionale che è già svanita a settembre.

Il rischio di avere a che fare con una nuova, ennesima, stagione nei bassifondi della Premier è alto, anche perché il clima in casa Tottenham è tutt'altro che dei migliori, come viene dimostrato dalle parole post partita dello stesso De Zerbi: "È difficile da spiegare perché, nella mia carriera, 14 anni da allenatore, non ho mai visto una squadra come la nostra. Così fragile, così incoerente. Sei buono, o sei cattivo. Non puoi essere molto bravo nei primi 30, 40 minuti e poi subire così. Per me è difficile da accettare."

Clima complesso, risultati che non arrivano: l'esonero potrebbe essere una soluzione?

Più che altro, la questione da sottolineare è di carattere economico: De Zerbi ha firmato un contratto con il Tottenham per cinque anni, sino al 30 giugno 2031, a circa 14 milioni di euro (come riportano le maggiori fonti britanniche). Cosa significa tutto ciò?

Al di là della chiara fiducia progettuale, il licenziamento di De Zerbi da parte del Tottenham significherebbe che gli Spurs dovrebbero riconoscere - a meno di accordi fra le parti - i restanti (in realtà di più) 4 anni e mezzo di contratto per un totale di - all'incirca, se non di più - 63 milioni di euro.

Un salasso che peserebbe inevitabilmente molto sulle casse del club, dopo un'estate costellata da acquisti estremamente onerosi. Le riflessioni ci saranno e ci accompagneranno in questa sosta, ma i fattori da considerare in casa Tottenham sono molteplici e vanno valutati con estrema attenzione.

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