Il Milan ha deluso contro il Sassuolo, squadra che sta facendo un bel campionato, che ha battuto anche la Juventus, ma che ha valori tecnici decisamente inferiori rispetto ai rossoneri. Ha deluso soprattutto Amorim, oltretutto sul suo terreno, quello del gioco.


Quando si presenta ha un manifesto programmatico, quello del gioco dominante. Di dominante non si è visto nulla e di gioco se ne è visto troppo poco. La sensazione è che la squadra rossonera stia facendo molta fatica e che troppo spesso si basi sulle giocate dei singoli, vedi Moreira. Non c'è un'idea di gioco collaudata, il Milan non sembra ben organizzato in fase di possesso e questo è un problema.


È chiaro che non possa essere al 100% della sua configurazione, ma neanche così lontano. Amorim ha delle responsabilità evidenti. Anche a livello di identità il suo gruppo sembra troppo indietro. Ci sono tanti esempi di tecnici che hanno iniziato questa estate nelle loro nuove squadre, ma che stanno facendo meglio proprio in termini di idee, organizzazione e identità, appunto. Vedi la Lazio con Gattuso, o lo stesso Sassuolo con Aquilani.


Chi ha tempo non perda tempo, ma sembra che l'allenatore milanista lo stia perdendo. La classifica non è drammatica, anche perché siamo soltanto all'inizio, ma il portoghese fin qui non ha dato la sensazione di aver costruito qualcosa di importante o di portare il suo Milan sulla strada giusta. Luci e ombre, passi avanti e passi indietro: così si fa fatica. Fatica che si vede soprattutto a livello di gioco: difficoltà a creare, a concludere, oltre che a portare i suoi uomini in area (dati alla mano).


Questo è un limite enorme. Amorim non ha una rosa completa, ci sono dei buchi, ma con questo materiale umano a disposizione deve fare molto di più. Perchè il tempo passa e rischia, alla lunga, di finire anche per lui.