E aumento di capitale sia! Per l'ennesima volta in questi anni, Exor apre la cassaforte e immette liquidi nella Juventus. Il Cda bianconero ha ratificato la chiusura del nono bilancio di fila in perdita (66 milioni di euro al 30 giugno 2026) e ha richiesto e proposto all'Assemblea dei Soci un aumento di capitale fino a un massimo di 250 milioni. Dei 250 milioni di euro previsti, almeno 164 arriveranno da parte di Exor (ma la cifra potrebbe salire perché Exor è disponibile a garantire le azioni eventualmente non sottoscritte dagli altri soci).
Negli ultimi anni, la Juventus ha effettuato quattro ricapitalizzazioni, per un ammontare complessivo di 998 milioni di euro, di cui 637 versati da Exor. Con il nuovo aumento si arriverà a un patrimonio da 800 milioni investito dalla cassaforte di casa Agnelli/Elkann nel mondo Juventus negli ultimi sette anni.
Il problema in casa Juventus non sono i soldi, e non è nemmeno John Elkann, spesso criticato da una buona fetta della tifoseria bianconera. Giova ricordare infatti che Elkann era alle spalle della Juventus anche nel ciclo leggendario dei nove Scudetti di fila. Per fare alcuni esempi: fu Elkann a scegliere Marotta nel 2010, fu Elkann ad affidare la presidenza e la gestione del club al cugino Andrea Agnelli. E c'era Elkann dietro a ogni stanziamento extra budget di quell'era: il suo placet era indispensabile, come nel caso dell'acquisto di Cristiano Ronaldo.
C'è quindi una continuità quasi ventennale nel supporto di Elkann alla Juve, da quando quest'ultimo ha preso le redini di Exor, proseguendo il legame che vincola la Juventus alla famiglia Agnelli da un secolo. L'impegno ad aprire il portafoglio quindi non è in discussione, semmai il tema, negli ultimi sei anni, riguarda la modalità con la quale quei soldi, tanti, tantissimi, sono stati spesi.
E qui veniamo al dunque, e al problema più grande della Juve in questo decennio, che è l'aver sbagliato (quasi) tutte le scelte dirigenziali e, di conseguenza, le scelte di mercato. Da Paratici a Cherubini, passando per Manna, per arrivare a Giuntoli e Comolli, è stato un bagno di sangue di soldi gettati al vento, con giocatori strapagati (sia per il cartellino che per l'ingaggio) rispetto al rendimento. E' stata una discesa senza fine, con il punto più basso durante la gestione Comolli, che ha avuto come esito finale l'esclusione dalla Champions League.
Qualificarsi alla prossima Champions e azzeccare le scelte di mercato, senza vanificare gli investimenti di Exor. E' questo il doppio mantra della Juventus per questa stagione, con l'allenatore Luciano Spalletti e la dirigenza formata da Giovanni Carnevali, Giorgio Chiellini, Frederic Massara e Marco Ottolini sullo stesso livello di responsabilità. In particolare, questa dirigenza è stata scelta da Elkann per dare continuità e impostare un nuovo ciclo. Basta ribaltoni, basta cambi improvvisi: continuità è la parola d'ordine. Una continuità che passa anche dalla scelte sul mercato: Carnevali, Massara e Ottolini riusciranno là dove Giuntoli e Comolli hanno fallito?
"Vogliamo una squadra competitiva, sappiamo che abbiamo limiti che dobbiamo rispettare. Vediamo come si evolverà il mercato. Mi piacerebbe acquistare tre grandi campioni, ma non si può. Quindi bisogna rinforzare la squadra operando con intelligenza e sfruttando le occasioni", ha dichiarato Carnevali al Festival dello Sport della Gazzetta. Le scelte intelligenti segneranno la differenza fra la Juventus del recente passato e quella del prossimo futuro.
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