La Juventus ha sette vite come i gatti. Oppure "fino alla fine", dipende quale slogan si può utilizzare.


Ma una cosa è sicura: solo il goal di Gatti, inatteso e praticamente allo scadere, salva la squadra di Luciano Spalletti da una sconfitta che tutto sommato sarebbe stata immeritata per la produzione di gioco.


Comunque il Milan non avrebbe rubato nulla con il goal di Cisse che aveva nobilitato una prestazione alla pari degli uomini di Amorim.

Non è stata una gran bella partita, anzi tutt'altro, rispetto a Inter-Napoli di 24 ore prima sembrava di assistere a un altro campionato. Però alla fine il risultato è quello che sembra più giusto.

Anche se lascia aperti un sacco di dubbi e di interrogativi soprattutto sulla Juventus, va detto. Perché è una squadra che sembra abbastanza povera di gioco, di spunti e di iniziative. Palla a Conceiçao e inventa qualcosa lui. Per chi? Per Kolo Muani, non pervenuto, per Woltemade che sarà da rivedere dopo il quarto d'ora di questa sera. Altre iniziative sinceramente se ne sono viste poche.

Va detto però che il goal del Milan è arrivato con un'azione che sembrava partire da un pestone importante, da step on foot, forse addirittura da VAR, di De Winter ai danni di Kolo Muani. Poi c'è stata un'indecisione di Locatelli e Kalulu su Cisse e goal al primo tiro, come succedeva a Di Gregorio è successo anche a Vicario.

In ogni caso il Milan torna a casa con la soddisfazione del risultato, ma l'insoddisfazione del pareggio che è arrivato proprio alla fine. Con Gatti, centravanti.

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