La Spagna Campione del Mondo? Come i 300 di Sparta.


A lanciare il paragone è Luis de la Fuente, commissario tecnico delle Furie Rosse, nel corso di un'intervista concessa a L'Equipe.


Tutto parte da una delle prove di forza più nette della Spagna nel recente passato, la vittoria per 2-0 contro una Francia annichilita nella semifinale degli ultimi Mondiali: "Una partita quasi perfetta".

De la Fuente torna proprio su quella partita e racconta:


"Nel complesso, abbiamo controllato ogni partita. Nonostante le molte difficoltà, ci siamo sentiti nettamente superiori. I nostri avversari raramente hanno centrato la porta, abbiamo creato molte occasioni. Ma eravamo sempre consapevoli che, anche in quel caso, si poteva comunque perdere. Contro la Francia è stata una partita quasi perfetta per noi, sia in fase difensiva che offensiva".

Quel 2-0 ha trasmesso sensazioni completamente diverse rispetto al rocambolesco 5-4 contro la Francia in Nations League di un anno prima, con la Spagna che arrivata sul 5-1 aveva quasi perso il controllo


Questo non è accaduto ai Mondiali negli Stati Uniti e de la Fuente spiega il vero segreto della sua Roja: "La gente diceva: 'Affronteremo l'Argentina di Messi, affronteremo la Francia di Mbappé, il Portogallo di Ronaldo'. Ma loro affronteranno la Spagna con ventisei giocatori, quasi come i 300 di Sparta. Quel che davvero ha fatto la differenza è stata la squadra, il gruppo".

Dal gruppo ai singoli, perché tra i segreti della Spagna di de la Fuente c'è anche un fenomeno generazionale come Lamine Yamal. Il commissario tecnico non lo dimentica, ma evita di attribuire a un singolo i meriti del successo del gruppo:


"So che c'è molto entusiasmo intorno a lui perché è un genio del calcio, ha disputato un ottimo Mondiale anche se non era al massimo della forma".

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