Momenti di grande tensione, forti proteste, cartellini gialli estratti e fischi da parte del pubblico di casa.
Fra il 68' e il 72' della sfida valida per la prima giornata della fase campionato della UEFA Champions League fra Fenerbahce e Roma ci sono stati due contatti sospetti su Paulo Dybala prima e su Wesley.
Nessuno dei due ha portato all'assegnazione di un calcio di rigore per la formazione guidata da Gian Piero Gasperini: andiamo a capire perché.
Le due azioni avvengono nel giro di pochi minuti.
Cristante serve Dybala che si gira sulla trequarti, punta l'area e viene sgambettato proprio al limite da un tocco di Akturkoglu: dopo un'iniziale sensazione di indecisione e una rapida conferma, l'arbitro Manzano assegna una punizione dal limite dell'area di rigore del Fenerbahce. Il tocco c'è del giocatore gialloblù, ma avviene appena prima dell'ingresso nei sedici metri finali del campo.
Successivamente, è Wesley a inserirsi con veemenza in area: grande accelerazione e contrasto falloso di un avversario che, però, anche in quest'occasione, avviene prima dell'ingresso in area dell'esterno giallorosso. In questo caso, però, il direttore di gara non ha assegnato la punizione.
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