La sessione estiva è terminata e il direttore sportivo della Roma Tony D'Amico ha parlato in conferenza stampa, spiegando i contorni delle varie operazioni e andando a trattare diversi temi.
Di seguito, le sue dichiarazioni.
D'Amico spiega se i parametri UEFA hanno modificato le operazioni di mercato della Roma: "Sapevamo quali fossero i paletti, spesso durante le trattative ci siamo dovuti ingegnare, con operazioni cambiate in corsa. Sapevamo cosa dovevamo fare e quali erano gli obiettivi. Abbiamo abbassato il monte ingaggi del 15%, circa 20 milioni. A tempo debito UEFA e società spiegheranno cosa succederà in futuro".
"La soddisfazione o la non soddisfazione la valuteremo a fine anno, perché saranno le partite a dire cosa abbiamo fatto di buono. Abbiamo acquistato 4 giocatori, tutti protagonisti del ritorno in Champions. Dybala, Pellegrini, Cristante e Mancini, perché siamo arrivati a fine giugno che erano senza contratto almeno due di loro, mentre gli altri due andavano a scadenza. Per me questi sono stati i primi acquisti, il nucleo storico, quelli che hanno attaccamento. Li ringrazio, si sono messi a disposizione pur di rimanere alla Roma. Abbiamo abbassato i loro stipendi. Questi sono gli acquisti che mi hanno soddisfatto di più. Rammarico non ce n'è, siamo felici di tutti i ragazzi arrivati. Ci sono state tante trattative, sono arrivati giocatori con motivazione e voglia. Altri avevano scelto la Roma, poi non si sono concluse le trattative, ma pochissimi hanno detto no alla Roma".
"La priorità era rinforzare l'attacco. Poi le priorità vanno contestualizzate: si iniziano tante trattative, poi magari ne porti a termine altre. Qui è comunque arrivato Rodrigo Mora, poi è vero che volevamo un altro attaccante esterno con caratteristiche diverse, un po' più fisiche, ma non è corretto dire che l'attaccante esterno non è arrivato. Uno in più è mancato, questo sì, ma gli altri erano quelli che volevamo".
"Le difficoltà aumenteranno, la Champions è difficile e porta un dispendio fisico e mentale importante. Quando parliamo di attaccante esterno intendiamo un giocatore che potesse fare un doppio ruolo. Numericamente siamo leggermente corti, ma con un bel lavoro potremo arrivare a gennaio individuando qualche altro profilo. Ma ripeto, realisticamente un giocatore manca".
D'Amico spiega anche l'interesse da parte del Chelsea per Manu Koné: "Sondaggio, più che trattativa. Ci sono stati dei contatti col Chelsea, ma sono stati informativi. Noi abbiamo acquistato 6 giocatori, mandando offerte iniziali. Quindi il Chelsea ha fatto dei sondaggi, ma mai alcuna offerta. Il mister non ha dato nessun ultimatum perché non c'è stata alcuna offerta ufficiale. Una settimana fa avevo detto che sarebbe stato difficile fare una cessione importante a così poco tempo dalla fine delle trattative".
Spiegazione precisa del DS giallorosso: "Come in tutti i club. C'è una proprietà, c'è una direzione sportiva e c'è un allenatore. A questi è stato aggiunto un CEO. C'è grande condivisione sia sulle uscite che sulle entrate. Dal 20 giugno quando sono arrivato ci siamo visti o sentiti ogni giorno. Ripeto: scelte condivise, confronti e insieme si esce uniti nella decisione di acquistare o cedere un calciatore".
"No, Pellegrini è stato il primo giocatore con cui ho parlato. Lui è attaccato alla maglia e alla città, quindi il dubbio non mi è mai venuto, stessa cosa con Dybala, Mancini e Cristante. Per Celik è diverso, era al Mondiale, erano complicate anche le comunicazioni. Il rinnovo era praticamente chiuso, poi ha deciso di andare alla Juventus".
"Valutiamo quello che ci potrà essere ma nel caso lo affronteremo più avanti, non adesso".
La spiegazione di D'Amico è estremamente chiara: "Negli ultimi giorni avevamo individuato 2-3 profili giusti, quelli che erano i giocatori che pensavamo potessero sostenere il gruppo. Semplicemente per vari motivi non siamo riusciti a chiudere le operazioni. Leweling era praticamente chiusa sia con lo Stoccarda che col giocatore, poi lui ha avuto un ripensamento e ci siamo fermati. C'erano altri giocatori ma non ci convincevano. Luiz Henrique? Ci sono state delle problematiche che ci hanno impedito di portare a termine l'operazione. Avevamo l'accordo con lo Zenit e col ragazzo, ma per problematiche tecniche non siamo andati avanti. Per questo devi essere pronto a trovare alternative".
"Abbiamo cercato di investire su ragazzi giovani e di prospettiva, inserendo anche ragazzi di spessore come De Roon e Balerdi. Volevamo ringiovanimento e prospettiva, ma anche strutturare il gruppo storico. I giovani di prospettiva devono essere sostenuti da uomini forti. Non pensiamo all'Inter, la Roma farà la Roma affrontando ogni gara per dare il meglio e competere in tutte le competizioni".
D'Amico conclude così: "Quando eravamo su Summerville eravamo anche su Castro, su Molina... Poi ad un certo punto ti devi rendere conto di poter chiudere una trattativa. Eravamo forti su Summerville ma anche su Castro, lì è diventata una questione di tempi. Poi siamo riusciti a chiudere Mora, mentre non siamo riusciti a chiudere Leweling, Luiz Henrique o gli altri nomi emersi che erano veri".
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