Martedì 6 ottobre è il giorno della verità per il futuro della Federcalcio italiana e del suo presidente Giovanni Malagò. Per le ore 13 di quel giorno è stata infatti convocata la Giunta del CONI (a seguire, alle 14, ci sarà invece il Consiglio Nazionale), che dovrà esprimersi sul commissariamento della FIGC a causa dei criteri di ineleggibilità che gravano sulla figura di Malagò. Quello relativo al mancato tesseramento per la Federazione al momento della sua presentazione come candidato alla poltrona di via Allegri e quello al caso pantouflage, ossia al principio per cui è vietato per chi ha ricoperto ruoli pubblici o di vertice istituzionale — come la presidenza del CONI — di assumere subito incarichi in enti correlati (anche se l'ANAC ha dato ragione a Malagò).

E che le premesse siano poco incoraggianti per il presidente eletto lo scorso 21 giugno lo dimostrano le parole rilasciate dal numero uno del CONI Luciano Buonfiglio: “Stamattina è partita la convocazione per la Giunta che si terrà il 6 ottobre alle ore 13, per favorire il presidente Malagò che aveva tempi ristretti. E seguirà il Consiglio Nazionale. Ci siamo attrezzati bene per non lasciare spazio a interpretazioni. Manderemo i quattro pareri dei nostri giuristi ai presidenti delle federazioni. Manderemo i pareri a tutti i componenti di Giunta e del Consiglio Nazionale la documentazione dei nostri giuristi. Faremo sì che la Giunta non possa assumere atteggiamenti personalistici andando al di fuori dell'ambito in cui dobbiamo decidere. Noi siamo chiamati a decidere senza se e senza ma. Da pubblico ufficiale ho il dovere di documentare e questi quattro pareri sono granitici. Presenterò una relazione e saranno inviati i pareri affinché nessuno possa dire di non essere stato informato per tempo. Non ho dubbi sul senso di responsabilità e di appartenenza al mondo sportivo. È necessario ripristinare l'etica e il rispetto delle regole, abbiamo questo dovere perché ci riempiamo la bocca di questi valori ma quando si entra in concreto non abbiamo il coraggio e la coerenza di applicarli”.

Uno dei riferimenti specifici di Buonfiglio è alla scelta giudicata come “politica” dell'ormai ex capodelegazione della Nazionale Diana Bianchedi – che ha rassegnato le dimissioni nella giornata di ieri, a poco meno dalla nomina del 9 agosto scorso - di farsi da parte per poter partecipare al voto del 6 ottobre in qualità di membro della Giunta del CONI e di vicepresidente. E dunque non soltanto per le dichiarazioni nei suoi confronti riservate poco prima dal Ministro dello Sport Andrea Abodi, da tempo considerato uno dei principali oppositori di Malagò. E non più in una posizione di conflitto di interessi, avendo appena abbandonato il suo incarico in FIGC. Bianchedi è ritenuta una “fedelissima” dell'ex presidente del CONI Giovanni Malagò, alla pari dell'ex campionessa di nuoto Federica Pellegrini.

Sulle dichiarazioni rese da Abodi e la scelta di farsi da parte di Diana Bianchedi, Giovanni Malagò si era espresso così nelle scorse ore: "E' una scelta che non posso che condividere. L'entrata di Abodi è non convenzionale, sgrammaticata, fuori luogo. Credo che sia impossibile darle torto. Diana è stata particolarmente turbata dal fatto che il ministro per lo Sport entri nel merito di quelli che sono i comportamenti all'interno della giunta - spiega Malagò -. Il giudizio è unanime se vai a guardare, è un dato di fatto quello che sta succedendo. Qui non si tratta di essere amici di Mario o di Carlo, di Giovanni o di Luciano: è evidente che c'è questo palese intervento che secondo me è in assoluto sbagliato, in nome di quelle che sono le dinamiche dell'autonomia dello sport".

E proprio in vista del voto che dovrà deliberare il commissariamento o meno della Federcalcio, dalle pagine de Il Corriere della Sera emerge un dettaglio in più. I vertici del CONI avrebbero rammentato ai membri con diritto di voto che, avendo la vicenda della FIGC natura pubblica, un'eventuale opposizione ad una procedura come il commissariamento ritenuta un atto dovuto in virtù dei pareri giuridici che sono stati emessi potrebbe portare a conseguenze sul piano penale.