Secondo diverse fonti, quest’estate Oaktree ha ricevuto diverse manifestazioni di interesse da parte di investitori pronti a diventare azionisti di minoranza dell'Inter. Come si legge sul Corriere della Sera, a farsi avanti sarebbero stati sia grandi fondi sia family office italiani ed esteri che gestiscono patrimoni di importanti dinastie imprenditoriali. Il fondo americano, aggiunge il quotidiano, sta vagliando le proposte ricevute e nelle prossime settimane potrebbe approfondire i dialoghi con uno o più pretendenti.
La vendita di una quota di minoranza consentirebbe al fondo Usa di mettere a frutto il lavoro fatto in questi due anni di gestione dell’Inter durante i quali, fra l’altro, la società è tornata in utile e ha incassato il via libera alla costruzione del nuovo stadio di proprietà. L’ingresso di un nuovo azionista permetterebbe inoltre di fissare una 'base d’asta': la valutazione assegnata all’Inter in questa operazione diventerebbe infatti il prezzo di riferimento minimo in vista di una futura cessione dell’intero capitale del club.
Secondo Forbes, l’Inter vale circa 1,5 miliardi di euro, debito incluso; per Football Benchmark 2,1 miliardi. È probabile che Oaktree abbia in testa una cifra all’interno di questa forchetta, ma la somma finale dipenderà dalla quantità e dalla tipologia di investitori eventualmente selezionati. Nonché dalla quota di minoranza e dalle prerogative di gestione che Oaktree sarà disposta a cedere al nuovo azionista.
Oaktree sta vagliando le proposte e l'entrata di un nuovo azionista consentirebbe al fondo americano di fissare il valore totale del club, conclude l'analisi del Corsera.
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