Archiviata la prima parte di stagione con un'altra vittoria, la settima in altrettante partite di Liga e l'ottava se si considera pure l'esordio in Champions League, il Barcellona come altri club si prepara ad affrontare la prima sosta lunga per le nazionali. Una novità introdotta da Uefa e Fifa per dare risalto agli appuntamenti di quelle squadre che saranno impegnate nelle settimane chi nelle qualificazioni di Coppa d'Africa, chi in Nations League e chi in semplici amichevoli. Ci si ferma sino al weekend del 10-11 ottobre e qualcuno, come il presidente blaugrana Joan Laporta, storce il naso.
“Questa sosta per le Nazionali non ha alcun senso, me lo diceva anche mister Hansi Flick l'altro giorno: quattro partite in tre settimane rappresentano un'interruzione che ci danneggia direttamente e spezza del tutto il nostro ritmo”, esordisce il numero uno del club catalano. Che poi aggiunge: “Oltre ai Mondiali e agli Europei ora c'è anche la Nations League; i tornei e le partite sono davvero troppi. Il calendario è ormai saturo e a pagare il prezzo più alto sono i calciatori, mentre il nostro unico obiettivo è che loro vincano i titoli con la maglia del Barcellona”.
La preoccupazione di Laporta nasce dal fatto che, con l'aumento degli impegni con le rispettive nazionali, i suoi migliori giocatori possano incorrere in nuovi e gravi infortuni: “L'anno scorso ci è già successo con Raphinha: era in una forma smagliante quando è partito, ma poi, tra viaggi continui e impegni ravvicinati, si sono verificate una serie di circostanze sfavorevoli; lo staff medico ci aveva avvertiti del rischio infortunio e purtroppo è andata proprio così”. Infine Laporta sembra lanciare un appello a Uefa e FIFA e soprattutto agli altri club, parte integrante della questione: “Intendiamo parlare direttamente con la UEFA e la FIFA affinché questa situazione possa essere risolta una volta per tutte”.
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