Vasiljie Adzic è oggi un giocatore del Sassuolo e alla corte di Alberto Aquilani sta crescendo vertiginosamente facendo quasi rimpiangere alla Juventus (in emergenza a centrocampo) di non aver puntato concretamente su di lui. Intervistato da Sassuolo Channel il centrocampista ha raccontato tutte le emozioni che ha vissuto in bianconero in vista della prossima gara di campionato in cui si ritroverà da avversario ad affrontare la squadra di Luciano Spalletti.


"Sarà una partita molto speciale per il mio cuore, ma cercherò di batterli e di fare tutto quello che posso per prendere i punti. Per quello giochiamo a calcio: per vincere".

"A scuola mi piaceva sempre andare a fare sport, sicuramente perché fin da bambino mi emozionavo subito con la palla. Quando sei piccolo e passi tutta la scuola con i tuoi amici è veramente un periodo che ricordi per tutta la vita. Ho ricordi bellissimi. Quando sei bambino cerchi sempre di divertirti. Ho avuto un allenatore con cui sono stato tanti anni prima di andare nell’altra squadra, un grande allenatore dal quale ho imparato tantissimo. Posso soltanto ringraziarlo.


Anche il Buducnost devo ringraziarlo tantissimo perché mi ha dato fiducia e tutto quello di cui un giovane ha bisogno. Avevo 16 anni quando ho giocato la mia prima partita con il Buducnost e ho fatto un grandissimo gol. Era il 28 agosto: lo ricorderò per tutta la vita".

"Quando sono arrivato alla Juventus ero emozionato. Ho fatto tutto quello che potevo per dimostrare le mie qualità e meritarmi questa opportunità in Italia. Allenarsi con grandi campioni è importantissimo. Avevo 18 anni e ho imparato tantissimo da tutti gli allenatori e da tutti i giocatori. La Juventus Next Gen è un sistema molto buono, costruito molto bene dalla società. Muharemovic è sicuramente uno dei tanti giocatori usciti da quel progetto".

"La mia famiglia era allo stadio quando ho esordito con la Juventus. Quando sono entrato e poi è finita la partita ho visto che piangevano tutti e due. È stato un giorno veramente emozionante. Mi hanno detto che avevo fatto quello che avevo sempre sognato. In quel momento ho pensato a tutto e ho capito di aver realizzato il mio sogno".

"Il goal all'Inter? Era il derby d'Italia. Ho segnato il mio primo gol con la Juventus e l’ho fatto contro l’Inter. È stato un gol per la vittoria e porterò quell’emozione con me per tutta la vita. Il 13 settembre è un giorno speciale nel mio cuore"

"Il mister ha idee chiarissime, anche un po’ diverse rispetto a quello che spesso si vede in Italia, perché vuole giocare sempre la palla. Questa cosa mi è piaciuta dal primo giorno. Prima di arrivare avevo parlato con Aquilani e mi aveva spiegato il suo sistema di gioco. Mi è piaciuto e, una volta arrivato, ho sentito subito la sua fiducia. Abbiamo una squadra forte, con giocatori veramente forti. Forse sono rimasto anche un po’ sorpreso dalla qualità che abbiamo. Secondo me possiamo fare grandi cose insieme".