L'ingresso di Musah al posto di Modric è stata una delle chiavi della rimonta del Milan sulla Lazio per il 2-2. Fa un certo effetto solo nello scriverlo perché parliamo di una leggenda del calcio, il croato, e di un discreto centrocampista come l'ex Valencia. Premessa doverosa: una giornata storta può capitare anche ai più grandi e per Modric si può parlare serenamente della peggior prestazione offerta da quando veste la maglia rossonera. La luce del numero 14 soffocata sia dal pressing asfissiante preparato da Gattuso che dalla staticità dei trequartisti ed esterni del Milan nella prima frazione.

Alzi la mano chi aveva mai assistito prima di ieri a cinque errori in fase di costruzione consecutivi di Modric? Probabilmente nessuno. Lukita, come lo chiamano i compagni, ha avuto il 50% di passaggi lunghi riusciti, il 38% dei passaggi progressivi ( 3 su 8 tentativi) e il 40% dei passaggi riusciti in area (40%). La lettura su una prestazione di grande difficoltà del campione croato arriva direttamente da Amorim: "Dobbiamo essere davvero bravi con il pallone per far sentire Luka a suo agio nella partita. Se trasformiamo la gara in continui capovolgimenti di fronte e corse all'impazzata, non è il tipo di partita per Luka. Ed è per questo che abbiamo cambiato impostazione nel secondo tempo inserendo Musah: avevamo capito che ci serviva un po' più di passo in mezzo al campo. In più penso che Luka si abbassasse troppo vicino ai centrali di difesa, trovandoci così con quattro giocatori solo per iniziare l'azione e con meno uomini tra le linee. Possiamo giocare con Luka e lo abbiamo dimostrato nelle ultime partite, ma per farlo dobbiamo trasformare la gara in un dominio di possesso e controllo. Se la trasformiamo in una gara di corsa, per lui diventa impossibile"

Il dinamismo di Musah e la sua capacità di trasformare rapidamente la fase di transizione in quella offensiva sono troppo centrali in questa prima fase per Amorim: la squadra è ancora poco brillante dal punto fisico e mentale per ambire a un calcio dominante. Ecco perché il tecnico portoghese deve studiare un utilizzo ad hoc di Modric: a 41 anni appena compiuti non si possono chiedere miracoli all'ex Pallone d'oro. Nella lettura delle caratteristiche dell'avversario andrà fatta una valutazione su Modric e su Musah: il numero 14 può esprimere tutta la sua magia contro avversari che giocano con il blocco basso e non contro quelli, come la Lazio, che vengono ad attaccare il portatore di palla alti e cercano gli uno contro uno a tutto campo. Modric è un equivoco tattico che va risolto anche nel rispetto dell'immensa grandezza del calciatore e di quanto ha dimostrando, con orgoglio e sacrificio, nella sua esperienza a Milano.