Il caos che ha coinvolto il Manchester City è diventato un caso internazionale, il club inglese è accusato di aver violato 115 regole del Fair Play Finanziario della Premier League, i vertici del club continuano a ribadire la loro innocenza ma se queste presunte violazioni finanziarie dovessero essere confermate il City rischia delle pesanti sanzioni. Al momento siamo ancora sul piano delle ipotesi, che vanno da una multa a una eventuale, clamorosa, retrocessione.

Uno dei diretti interessati alla situazione è il portiere dell'Italia Gigio Donnarumma, che nell'estate 2025 si trasferì dal Psg al Manchester City per 30 milioni di euro: una cifra nettamente inferiore al valore del giocatore, dovuta al fatto che il portiere avesse un solo anno di contratto con il club francese. In quel periodo il giocatore era stato accostato anche a qualche club italiano, Juve e Inter ci avevano pensato ma i costi complessivi dell'operazione sono stati considerati troppo alti: l'ingaggio di Donnarumma al Psg era intorno ai 12 milioni, ai Citizens percepisce uno stipendio di circa 15 milioni.


Consapevole che se volesse tornare in Italia servirebbe una netta riduzione dell'ingaggio, Donnarumma è uno di quei giocatori che possono mettersi sul mercato se la situazione del City dovesse precipitare. E, in Italia, Juve e Inter rimangono alla finestra: la situazioni portieri 2027/28 in casa bianconera rimane in bilico, perché per Vicario e Grabara (fuori fino a fine stagione per infortunio) c'è un diritto di riscatto ma nessun obbligo; sarà la dirigenza a decidere se prenderli a titolo definitivo o meno. L'Inter ha promosso Josep Martinez titolare con Provedel come vice, ma non è escluso che se dovesse esserci al possibilità possa fare un tentativo per Donnarumma. Sullo sfondo l'ipotesi Arabia Saudita, che ha provato a contattare il portiere ma al momento non c'è apertura.