Buona la prima per John Stones all'Inter.
Il 32enne difensore inglese, arrivato a parametro zero dal Manchester City, entra dalla panchina e segna il goal della vittoria nell'ultima amichevole pre-campionato giocata col Betis a Bari.
Sabato prossimo inizia la Serie A e a San Siro arriva il Monza, neo-promosso. Dopo aver preso il centrocampista nigeriano Ebenezer Akinsanmiro, la squadra allenata da Ivan Juric mette gli occhi su due calciatori classe 2002 in uscita dai nerazzurri: il regista albanese Kristjan Asllani e il trequartista Yanis Massolin.
Anche con le loro partenze dopo quella di Davide Frattesi alla Lazio e il dirottamento di Andy Diouf sulla fascia destra, l'allenatore Cristian Chivu può già contare su sei centrocampisti per tre posti nel suo collaudato 3-5-2: Nicolò Barella, Hakan Calhanoglu, Piotr Zielinski, Petar Sucic, Aleksandar Stankovic ed Henrikh Mkhitaryan.
Quest'ultimo (classe 1989) era in scadenza di contratto lo scorso giugno, ma la dirigenza gli ha fatto firmare un rinnovo annuale. A questo punto, considerando l'interesse per Curtis Jones candidato a diventare il terzo rinforzo inglese dalla Premier League dopo gli arrivi di Stones e Spence, la domanda sorge spontanea: perché?
La risposta è abbastanza semplice. L'armeno ha accettato di dimezzarsi lo stipendio da 4 a 2 milioni di euro netti all'anno. Una cifra abbordabile e giusta da investire, anche se è logico aspettarsi che il suo impiego in campo continui a ridursi dopo il netto calo avuto tra l'ultima stagione con Simone Inzaghi e la prima con Chivu: da 3810 a 2070 minuti giocati.
Inoltre Mkhitaryan si è rilevato importante per la crescita di Petar Sucic. Allo stesso modo potrebbe aiutare Curtis Jones a inserirsi nel calcio italiano.
Commenti