Da una parte Donyell Malen e i suoi 6 goal nelle prime 4 partite, dall'altra Lautaro Martinez fermo a 2, pesantissimi contro il Napoli, in 3 avendo saltato l'ultima con l'Udinese per essere al meglio in vista del big match della quinta giornata di campionato, Roma-Inter, con le squadre di Gasperini e Chivu a punteggio pieno con 12 punti. La sensazione? Vincerà chi saprà armare meglio la propria bocca da fuoco principale.

Quello di Malen contro l'Inter è un conto ancora da aprire: ad aprile è rimasto a secco nel 5-2 incassato dalla Roma a San Siro, mentre con la maglia del PSV Eindhoven, negli altri due incroci registrati nel 2018/2019, girone di Champions, sconfitta 1-2 e pareggio 1-1 subentrando entrambe le volte dalla panchina ed entrambe le volte senza mettere a referto goal o assist. Cercherà i primi numeri al quarto tentativo, al quale si presenta con 13 reti nelle ultime 11 partite di Serie A.

La doppietta al Napoli ha dimostrato che Lautaro Martinez non vuol dire polveri bagnate nei big match: un'etichetta fastidiosa che il capitano nerazzurro si è tolto anche grazie al buon feeling contro le squadre di Gasperini, sempre battute in carriera tra Atalanta e Roma (0-1 all'Olimpico e 5-2 a San Siro con tanto di doppietta nella scorsa stagione). In particolare, contro i giallorossi Lautaro conta 16 partite, di cui 9 vinte, e 4 goal, uno solo all'Olimpico, decisivo per la vittoria 0-1 nel novembre del 2024. Ed è stato proprio nell'ultimo incrocio, ad aprile, che il Toro di Bahia Blanca ha staccato Boninsegna al terzo posto della classifica cannonieri all-time, dietro solo a Meazza e Boninsegna.

Nel corso dell'ultima parte dello scorso campionato, chiuso con Lautaro capocannoniere (17 reti), in molti si sono chiesti come sarebbe andata se Malen fosse arrivato alla Roma in estate e non a gennaio: in metà stagione, l'olandese ha segnato 14 goal, vicecapocannoniere al pari di Douvikas del Como. La risposta è semplice, dato che tre reti in un girone intero sarebbero state un obiettivo più che alla portata per l'ex Aston Villa. Che quest'anno è già a +4 sul rivale e adesso ha l'occasione di fare un balzo in avanti a livello personale e di squadra su Lautaro e sull'Inter.

Quindi sì. probabilmente Malen, unico terminale offensivo della Roma, metterà assieme più reti rispetto a Lautaro, ma l'essere decisivo dell'argentino non si misura solo con le reti, da spartire assieme ai suoi partner d'attacco, Thuram ed Esposito su tutti. Il 10 nerazzurro fa un po' il Malen e un po' il Dybala: la differenza è questa, nel senso che se Malen non segna la Roma va in difficoltà, mentre se Lautaro non segna è comunque centro di gravità permanente della manovra offensiva dell'Inter, che ha più sbocchi rispetto a quelli di Gasperini che convergono in larga parte nelle variegate soluzioni del numero 14.