Tre indizi fanno una prova. Dopo le sfide con Napoli (vinta 3-2) e Real Madrid (persa 2-1), l'Inter va sotto di due goal anche contro l'Udinese. Poi rimontata fino al 5-3 finale grazie a cinque marcatori diversi: Carlos Augusto, Barella, Thuram, Pio Esposito e Bonny.
A San Siro non ci si annoia mai, i nerazzurri danno spettacolo e regalano emozioni. Ma non solo, infatti stanno diventando troppo frequenti i regali agli avversari. Si tratta di un rischio calcolato per lo stile di gioco votato all'attacco della squadra, ma anche per le caratteristiche di alcuni calciatori. Come ad esempio Zielinski, in evidente difficoltà nel primo tempo e poi salito in cattedra nella ripresa, quando l'Udinese è inevitabilmente costretta a calare i ritmi.
Restando a centrocampo, fa discutere la scelta di Chivu di concedere più spazio a Mkhitaryan rispetto a Stankovic. Un giovane conosciuto benissimo dall'allenatore, che però preferisce inserirlo col contagocce per non rischiare di bruciarlo. Vedrete che questa situazione cambierà gradualmente con il prosieguo della stagione.
La costante è Barella, sempre leader e trascinatore, promosso capitano grazie alla panchina di Lautaro. Un riposo importante, così come quello per un affaticamento muscolare di Calhanoglu, sperando di recuperarlo per lo scontro diretto di sabato a Roma.
La squadra di Gasperini è prima in classifica a punteggio pieno come l'Inter, che ha segnato un goal in più (13 a 12) ma ne ha presi 6 contro l'unica rete subita dai giallorossi. Una differenza che si spiega con i portieri (Svilar e Martinez, difeso da Chivu in conferenza stampa), ma soprattutto con l'equilibrio generale in fase di non possesso palla e anche col rendimento individuale dei difensori.
Stones alla prima da titolare si fa subito male: preoccupa per l'infortunio (risentimento ai flessori della coscia sinistra), ma pure per la sensazione d'incertezza che dà durante la partita. Anche se è brutto dirlo (e forse un po' prematuro), sembra un calciatore ormai entrato nella fase calante della carriera. L'Inter lo ha preso a parametro zero dal Manchester City con un contratto biennale da 4 milioni di euro netti a stagione.
Col senno di poi un colpo di mercato migliore l'ha fatto la Roma, prendendo l'argentino Balerdi (che ha 5 anni in meno di Stones) dal Marsiglia in prestito con diritto di riscatto fissato a 16 milioni di euro e un ingaggio da 2,4 milioni di euro netti a stagione.
Ciò non significa sminuire il valore di Stones, che resta comunque un grande calciatore. Come lo era stato Kolarov, arrivato però troppo tardi in maglia nerazzurra. Nel posticipo di lunedì sera è stato espulso dall'arbitro Abisso e, scherzo del destino, era in campo l'ultima volta che l'Inter prese due goal in Serie A nel primo quarto d'ora. Era il 17 ottobre 2020, quando una doppietta di Zlatan Ibrahimovic spianò la strada al Milan nel derby. Ma poi il campionato si chiuse con lo Scudetto sulle maglie dell'Inter di Antonio Conte, un happy ending da ripetere.
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