Tasos Douvikas, attaccante del Como di Fabregas, ha parlato alla Gazzetta dello Sport: “Champions? È una sensazione bellissima. Abbiamo lavorato tanto per arrivare a questo momento e vincere così, davanti ai nostri tifosi, è qualcosa che ricorderemo e ricorderanno per sempre. Ma dobbiamo già pensare alla prossima: è questo il momento più delicato in cui mantenere alta la concentrazione”.
Cosa vi ha detto Fabregas nello spogliatoio prima del match?
“Non ha cambiato il modo di preparare la partita, e questo credo sia una cosa molto importante che ci tiene sul pezzo. Come sempre ci ha chiesto coraggio, attenzione e la personalità di giocare come sappiamo”.
Dominanti come Bayern, Psg, Barcellona e Manchester United... unici ad aver vinto la prima con almeno tre gol di scarto. L’Europa dovrà fare i conti anche con questo Como: non ci dica che è troppo presto perché non siete più credibili.
“Ma no... (ride). Stiamo parlando delle migliori squadre al mondo, con alle spalle una grande storia. Noi siamo appena arrivati, non sarebbe furbo pensarci anche solo per un secondo, farebbe solo danni”.
Tre gol in quattro partite, che diventano sei nelle ultime nove aggiungendo la scorsa stagione chiusa come vice capocannoniere della Serie A dopo Lautaro, a braccetto con Malen. Grandi numeri.
“Mi fa piacere, gli attaccanti vivono di gol e soprattutto di continuità. Ma davvero la cosa principale è aiutare i compagni in ogni partita, non solo segnando”.
Ora che i difensori italiani la temono e la studiano, quali sono le sue contromosse per rimanere al top?
“Continuare a migliorarmi, individualmente e nel gioco di squadra. I difensori della Serie A sono molto forti e sia fisicamente che da punto di vista tattico, bisogna sempre saper leggere la situazione”.
Ndicka della Roma l’ha definita il cliente più scomodo. Quale difensore invece teme di più?
“Chalobah, Ramon e Kempf che sfido tutti i giorni in allenamento... A parte gli scherzi, in Italia ce ne sono tanti di difensori forti. Mi piacciono i duelli che ti tengono sul pezzo 90 minuti”.
Aggressività, intelligenza, possesso di palla Cesc insiste nell’imporre il nostro gioco
So che non pensate allo scudetto ma solo a vincere la prossima partita. Ma per quello che si è visto finora, sembra solo voi e appunto la Roma potrete dare fastidio all’Inter.
“Ma no, è veramente troppo presto per fare discorsi di questo genere, in Serie A ci sono tante altre squadre di altissimo livello”.
Si è già parlato fin troppo del dualismo fra lei e Kean. Ha già capito come vi gestirà Fabregas?
“Ho totale fiducia nell’abilità del mister di impiegare gli uomini, e io e Moise siamo concentrati solo sulla squadra. Sono veramente felice che uno così forte sia arrivato a lottare con noi, sappiamo che servirà l’apporto di tutti”.
Con Moise avete punti in comune e differenze: ce li spieghi…
“Siamo entrambi fisici e cerchiamo la profondità ma abbiamo caratteristiche diverse. Possiamo giocare insieme proprio perché ci completiamo”.
E invece giocare con alle spalle due talenti come Paz e Baturina?
“Qualità unita all’intelligenza: un attaccante non potrebbe chiedere di meglio”.
In generale, su cosa sta lavorando di più tatticamente Fabregas in questa stagione?
“Aggressività, intelligenza, gioco con la palla. Insiste nell’imporre il nostro gioco, la cosa più importante per lui”.
Mi concentro sul lavoro, passo tanto tempo al centro sportivo. L’entusiasmo fa piacere, ci dà la carica, ma c’è il rischio che distragga e ti faccia montare la testa
Bene i nuovi no? Milla addirittura capitano contro il Lipsia all’uscita di Da Cunha. Chi l’ha impressionata di più?
“Tutti hanno portato qualcosa di importante. Luis ha grande personalità, ma anche gli altri si sono inseriti molto velocemente. È successo con tutti i giocatori arrivati qui, e questo spiega come funzionano questo gruppo e questo ambiente”.
Lei che preferisce tenere il profilo basso e non ama i riflettori, come gestisce l’entusiasmo dell’ambiente e dei media?
“Cerco di rimanere me stesso. Mi concentro sul lavoro, passo tanto tempo al centro sportivo. L’entusiasmo fa piacere, ci dà la carica, ma c’è il rischio che distragga e ti faccia montare la testa”.
Stare con i suoi gatti e giocare a biliardo sono ancora i suoi passatempi preferiti o in Italia ne ha scoperti altri?
“La mia gatta Grace è sempre una certezza. Anche la stecca non è passata di moda. Qui ho scoperto soprattutto quanto sia bello vivere il calcio con questa passione, ogni giorno”.
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