L'elezione di Giovanni Malagò come presidente della Figc continua a far discutere. Il caso del mancato tesseramento prima dell'elezione e la quindi presunta incandidabilità o la violazione dello statuto continuano ad essere al vaglio del Coni.
Intervistato da Sky Sport il presidente federale è tornato a parlare della sua posizione, confermando di stare attraversando un momento difficile, e di aver subito in questi giorni diversi attacchi da "fuoco amico".
"È una situazione complessa, ho subito attacchi dal fuoco amico, da persone che hanno avuto non solo la mia amicizia, ma anche il mio supporto. Si sono lette tante prese di posizione ingiuste. Affronterò anche questa partita a testa alta. Bisogna avere serenità e la convinzione che tante parole in libertà che si sono lette, tante prese di posizione non siano giuste".
"È un momento complicato, ingiustamente complicato, sorprendentemente complicato. Succede a chi si espone, a chi ci mette la faccia, che però viene anche eletto, e questo vuol dire tanto"
"Fiducioso? Lo sono per natura, sarei un autolesionista se non lo fossi. Non mi sarei avventurato in questa nuova partita, ma non mi aspettavo una situazione così difficile. Fa parte della vita, guardiamo avanti con fiducia"
"Mancini l'ho visto con una bellissima energia, con entusiasmo, si sta interfacciando con Ranieri e Zola. Ci sono tutti gli elementi per fare bene, ma partiamo dal presupposto che i giocatori non è che siano così clamorosamente cambiati rispetto a tre o quattro mesi fa. Bisogna lavorare in termini di spirito, entusiasmo e mentalità sia tra i calciatori che tra i dirigenti"
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