Il Milan conosce le sue otto avversarie nella fase campionato di Europa League: gli uomini di Amorim, tra le pretendenti più accreditate alla vittoria finale almeno sulla carta, possono rincorrere la qualificazione in Champions anche in questo modo.

Milan-Benfica sarà la sfida col più alto blasone tra quelle che attendono i rossoneri: le Aguias del presidente Rui Costa non sono più allenate da Mourinho ma hanno in Pavlidis un bomber di spessore internazionale.

L'Olympiacos, unica squadra greca capace di vincere una coppa europea nella storia, ha accolto l'ex Bologna Remo Freuler a centrocampo e attacca con nomi noti: El Kaabi, Yaremchuk, Cabella, Gelson Martins.

Dall'Ungheria arriverà a Milano il Ferencvaros, squadra che ha perso lo storico bomber Barnabas Varga ma conta sull'ala destra norvegese Zachariassen per cercare di centrare almeno i playoff invernali.

Non ha bisogno di molte presentazioni il Salisburgo, al quale il Milan farà visita e dal quale è uscito, giusto per fare un nome, il talento di Haaland. Ma gli italiani tra i rossoneri si troveranno di fronte in autunno il fantasma di Zenica, quell'Haris Tabakovic che ha segnato il goal che ha impedito alla Nazionale di andare ai Mondiali. Con lui, Konaté e Baidoo per un reparto ben attrezzato.

Il Milan ha pescato malissimo in terza fascia. A San Siro arriverà il Sunderland, che da neopromosso si è qualificato direttamente alla seconda coppa europea: Brobbey ha fatto benissimo ai Mondiali con l'Olanda e sarà il pericolo pubblico numero uno per la difesa di Amorim.

Interessante anche l'altra inglese di terza fascia, il Bournemouth allenato da Marco Rose in cui spiccano Justin Kluivert, figlio d'arte ex Roma, Kroupi, uno dei migliori rookie dell'anno scorso in Premier League, lo scozzese Doak e il brasiliano Rayan.

Fa la parte della cenerentola l'Ararat, squadra armena che ha bazzicato le qualificazioni di Conference League negli ultimi anni.

Il Levski Sofia ha fatto la storia in Bulgaria togliendo l'egemonia sul campionato locale al Ludogorets dopo 14 anni di dominio assoluto: sarà abbastanza per farsi valere anche contro avversari ben più quotati?