Zlatan Ibrahimovic è sempre più fuori dalle dinamiche del Milan. A confermarlo le sue sempre minori apparizioni pubbliche al fianco del socio in affari Gerry Cardinale, ma anche presso il centro sportivo di Milanello, dove si è occasionalmente rivisto lo scorso 14 settembre (alla vigilia dell'esordio stagionale in Europa League contro il Benfica) dopo sei mesi di assenza. E a dare consistenza a certi rumors arriva l'ultima ricostruzione fornita da Sky Sport in merito.

Pur non chiarendo se questa piega degli eventi sia la conseguenza di una decisione assunta in prima persona dall'ex calciatore rossonero o da Gerry Cardinale, per Sky Zlatan Ibrahimovic non va più considerato come una figura “para-dirigenziale” interna al Milan. La sua permanenza all'interno del mondo rossonero rimarrebbe dunque legata al ruolo di Senior Advisor per RedBird, con competenze legate comunque alla parte calcistica. Avendo investito al fianco di Cardinale, Ibrahimovic rimarrà una figura completamente defilata rispetto a quanto non lo sia stata in passato. Fu così a partire da dicembre 2023, quando assunse formalmente l'incarico e nei mesi a venire (estate 2024), quando partecipò ad una conferenza stampa fiume a Milanello per illustrare il progetto tecnico affidato a Paulo Fonseca.

Uscito ufficiosamente dai radar al termine della stagione 2024/205, dopo qualche fugace blitz presso il centro sportivo di Carnago il nome di Ibrahimovic tornò prepotentemente d'attualità nel corso dell'ultima primavera, quando vennero progressivamente a galla i contrasti col precedente allenatore, quella di Massimiliano Allegri, e spuntarono alcuni retroscena su contatti con giocatori della rosa rossonera non considerati come totalmente allineati rispetto alla guida tecnica. Non si può escludere che, all'interno del riassetto estivo voluto da Cardinale e che ha portato all'allontanamento dell'intera area tecnica della passata stagione (Allegri, Tare, Moncada) e di quella manageriale (Furlani), anche la posizione di Ibra sia stata toccata.

Nei mesi scorsi, il quotidiano La Verità aveva riferito dettagli significativi sul compenso che spetterebbe a Zlatan Ibrahimovic da consulente di Gerry Cardinale: un contratto quinquennale da un milione di dollari di base ed una serie di warrant convertibili per procedere in futuro all'acquisto di altre quote del pacchetto azionario del Milan.

Sulla figura di Ibrahimovic legata al Milan, si era del resto espresso a fine luglio – in occasione di un evento organizzato dal Wall Street Journal – lo stesso Gerry Cardinale: “Zlatan lavora per RedBird non per il Milan, questa è stata una cosa difficile da far capire alle persone in Europa. Le aspettative erano che avremmo dovuto fare le cose per come sono sempre state fatte. Mi ricordo le prime volte che andavo in Italia, quando facevo domande che ero abituato a fare qui in America le reazioni erano abbastanza sorprese. Zlatan è un talento e sono poche le persone che riescono a essere grandi campioni in campo e fare il passaggio nel mio mondo: quando le vedo, le prendo. Quando ho incontrato Zlatan la cosa che mi ha davvero incuriosito è che vedevo che nella nostra squadra mancava una leadership e una cultura. Avere qualcuno nello spogliatoio che sa come vincere fa la differenza. Originariamente l’idea era che Zlatan venisse a lavorare in RedBird, non al Milan. La reazione, con i cambi che ci sono stati, è stata un po' quella di trascinarlo a diventare l'uomo chiave delle decisioni al Milan. Ma quello che sta facendo non riguarda solo questo. Riguarda il consigliare la proprietà sulle questioni di calcio”.