Caprile 6,5: La Juve non crea pericoli incredibili, ma quando arriva in area lui si fa sempre trovare pronto con uscite e respinte strategiche. Nella ripresa non può nulla sul goal di Kolo Muani e la traversa lo grazia, ma è sempre attento e in almeno due occasioni è strepitoso a negare il goal a Kolo Muani e Zhegrova.
Ze Pedro 5,5: Primo tempo di buona copertura, nella ripresa perde le posizioni, si vede puntato e saltato troppo spesso da Alajbegovic e perfino da Cambiaso.
Mina 7: Se un allenatore avversario arriva a lamentarsi con te all'intervallo per il trattamento ruvido riservato ai suoi attaccanti significa che stai facendo bene il tuo lavoro. E se a questo aggiungi anche interventi precisi al millimetro allora hai completato il quadro.
Rodriguez 6: Sbaglia una sola volta, quando affronta Nico Gonzalez in maniera piatta, si fa saltare e lo stende rimediando un cartellino giallo che porta Pisacane a sostituirlo.
(dal 46' Deiola 5,5: Anche lui ricorre al fallo da giallo nel più grande errore fatto su Kolo Muani, ma poi tiene bene la posizione e in diverse occasioni è vitale soprattutto a negare a Woltemade la gioia del goal)
Obert 5,5: Annulla Conceicao, ma le cariche di Zhegrova iniziano a metterlo in difficoltà nella ripresa. Il peccato mortale è non aver letto il taglio di Kolo Muani che porta all'1-1.
(dall'84' Fazzini sv)
Adopo 6,5: Distrugge e riparte, crea e soprattutto non si ferma mai. Regge benissio l'1 contro 1 contro i fantasisti juventini e appena può verticalizza. Prezioso.
Winks 6: il tiro dal limite che mette i brividi a Vicario è l'highlights della sua partita in cui, stranamente, è molto più impreciso rispetto a quanto ci abbia abituato finora.
Romano 6,5: personalità, calma con la palla fra i piedi, sempre una sponda per i compagni e anche tanta corsa per aiutare anche sugli esterni.
Massolin 6: esordio da titolare positivo per l'ex-Modena che si vede poco in fase offensiva, ma mette in campo una prestazione di tanta corsa e sostanza al servizio della squadra.
(dal 60' Fadera 6: più pericoloso nelle poche ripartenze fatte dal suo ingresso in campo che non in utile in fase difensiva)
Maldini 7: Riparte da dove aveva lasciato, sbloccando una partita comunque combattuta con una giocata delle sue. Freddissimo davanti a Vicario, per poco non sforna un assist al bacio anche per Winks. Quando il Cagliari crea, passa sempre dalle sue giocate, il 4° goal consecutivo è un premio alla sua crescita
(dal 69' Sugawara 6: Diligente, attento, raramente si fa saltare. Certo il Cagliari con lui in campo al posto di Maldini arretra e non poco il proprio baricentro).
Mendy 6,5: Non ruba sicuramente l'occhio, ma le giocate che mette in campo sono sicuramente più utili di quanto non sembrino. La sponda proteggendo palla per Maldini è solo la punta dell'iceberg. Allunga la squadra, gestisce in contropiede, garantisce sempre l'uscita lunga alla difesa
(dal 69' Nzola 5,5: Fatica in quello che a Mendy era riuscito meglio. Di fatto dal suo ingresso in campo il Cagliari non riesce mai ad uscire dalla propria area di rigore perché la sua staticità consente a Lucumì e Bremer di leggerlo alla perfezione).
All. Pisacane 6: Riesce a imbrigliare la Juventus per oltre 70 minuti, poi i cambi e il calo fisico dei suoi lo costringe a cambiare e i subentrati si abbassano troppo e concedono alla Juve due occasioni di cui una letale e una in cui ringrazia Kolo Muani. Il suo Cagliari è comunque solidissimo e lo ha dimostrato ancora. Anche lui espulso nel parapiglia finale con Spalletti.
Vicario 6,5: Non può nulla sul goal di Maldini che lo trafigge davvero da due passi dimenticato dalla difesa. Decisivo sul sinistro dal limite di Winks che tiene in partita i bianconeri e soprattutto su Mendy e Fadera (anche se entrambi fermati poi per fuorigioco) per far capire che dietro la Juve ha trovato una certezza.
Kalulu 6: Si dimentica il taglio di Maldini insieme ai suoi compagni dopo la deviazione iniziale e gli spiana la strada verso il centro dell'area. Anche in fase offensiva spinge poco e si vede poco. Nel secondo tempo cresce di livello, ma resta poco pericoloso.
Bremer 5,5: Totalmente fuori posizione sul goal di Maldini e, suo malgrado sfortunato nell'avviare la serie di rimpalli che portano alla rete. Mendy non dà punti di riferimento e lui fatica a seguirlo a tutto campo. Leadere di una difesa che, soprattutto in campo aperto, sembra soffrire parecchio.
Lucumì 6: Parte male, con Mendy che riesce a prendere posizione su di lui concedendo a Maldini di segnare l'1-0. Poi cresce e nella ripresa è di fatto lui ad annullare Nzola concedendo ai bianconeri di trovare la forza di schiacciare il Cagliari nella sua area.
Celik 6: Attento in fase difensiva, riesce anche diverse volte ad arrivare sul fondo dalla sinistra. Da quel lato Adopo e Massolin non sfondano quasi mai e lui ha gioco facile nel controllare.
(dal 64' Cambiaso 5,5: Non entra bene e Spalletti lo rimprovera a gran voce perché troppo superficiale. Un lampo offensivo costringe Caprile all'intervento ma è ancora evidentemente indietro di condizione).
Douglas Luiz 5,5: Continua a mostrare buone cose in impostazione ad altre che costringono i suoi compagni a dover rimediare in rincorsa. La linea di passaggio per i compagni la offre sempre, ma la Juve fatica ad andare in verticale anche per la sua gestione.
(dall'84' Koopmeiners sv)
Sarr 6: Alti e bassi all'interno dei 90 minuti, qualche folata offensiva e qualche ottima lettura difensiva anche in extremis ripiegando in aiuto. È l'equilibratore che serviva, ma sotto 1-0 serviva più coraggio.
Conceicao 5,5: I guizzi per cui si è fatto conoscere non si vedono praticamente mai se non con un tiro alto ad inizio gara. Si limita a una prestazione diligente cercando di innescare i compagni, ma si stampa troppo spesso sulla marcatura di Obert che lo neutralizza.
(dal 46' Zhegrova 6,5: entra e in 10 minuti fa vedere tutto ciò che Conceicao non era riuscito a dare. Più di un tiro che costringe Caprile all'intervento, dribbling per saltare l'uomo, assist per Kolo Muani che sceglie il velo invece che tirare da poco dietro il dischetto. Se la Juve si rende pericolosa nella ripresa è soprattutto merito suo).
McKennie 5: Schierato da trequartista alle spalle di un Kolo Muani che svaria molto, dovrebbe o potrebbe sfruttare meglio gli spazi lasciati liberi dal francese. Invece il giallo rimediato per brutto fallo su Romano a inizio gara lo condiziona al punto da renderlo praticamente invisibile.
(dal 46' Alajbegovic 6,5: inizia non bene con qualche giocata in più dell'americano a cui ha tolto il posto ma rimanendo lontano rispetto a quanto fatto vedere finora. Cresce con il passare dei minuti e fra l'80esimo e l'85esimo sfodera due cross al bacio per Kolo Muani che portano a un goal e un goal mangiato dal francese)
Nico Gonzalez 6,5: È il più pericoloso dei suoi in un primo tempo avido d'occasioni. Tanta corsa, falli conquistati, cross e dialogo coi compagni e perfino qualche spunto che costringe Caprile ad intervenire. Predica troppo nel deserto e si esaurisce presto convincendo Spalletti a toglierlo.
(dal 60' Woltemade 5,5: il suo pregio è aver dato a Kolo Muani meno pressione e più libertà, ma di suo ci mette veramente poco. Qualche errore tecnico di troppo e mai realmente pericoloso sottoporta)
Kolo Muani 6: Spalletti l'ha detto e ripetuto, il francese non è un attaccante che riempie l'area di rigore. Stop sbagliati, confusione e perfino la scelta di fare un velo per un compagno quando potrebbe calciare con tutto lo specchio davanti. Nella ripresa il goal arriva su grandissima intuizione di Alajbegovic, ma arriva anche un'occasione fotocopia in un cui, solo davanti a Caprile, di piede centra in pieno la traversa. Il mal di goal non è ancora guarito del tutto.
All. Spalletti 6: Sbaglia le scelte iniziali pur consapevole di quelli che sarebbero stati i limiti dei giocatori messi in campo. Cambia la partita con i cambi all'intervallo e rimpiange soltanto la traversa presa da Kolo Muani sull'1-1 da due passi. Il problema è rappresentato dai due episodi a partita ferma: all'intervallo le lamentele con Yerri Mina e a fine gara lo scontro con Pisacane che porta entrambi gli allenatori all'espulsione. Sintomo di nervosismo, come quello della sua squadra in campo.
Commenti