La tentazione irresistibile di fine agosto: il pronostico spericolato, a mercato ancora aperto. A campionato non ancora iniziato. Come un’asta del fantacalcio fatta in anticipo, senza un “perché” né un “per come”. Solo per il gusto del rischio, che si nasconde nello sprint finale di mercato. Tipo Akanji un’estate fa: fondamentale per la cavalcata scudetto dell’Inter. Oppure il centravanti fantasma del Milan: doveva essere Nkunku, guardate adesso dov’è…
Ma come si fa un pronostico, eliminando simpatie/antipatie, nonché retrospettive che alimentano sia la passione più pura sia l’intransigenza più odiosa dei tifosi? È semplice. Basta interpretarlo come un gioco d’azzardo (nel significato più innocuo del termine) e non con la solennità di un atto notarile o dei dieci comandamenti. La semplicità sta in pochi dati. Innanzitutto quelli del campionato scorso: classifica, punti, goal segnati e subiti, infortuni, allenatore. A questi si aggiunge il mercato: acquisti e cessioni. Più sfumati i particolari opinabili, tipo gli impegni europei e le caratteristiche del gioco. Insomma: prima i giocatori (e l’allenatore) poi il gioco, più o meno “dominante” come ci sguazzano alcuni commentatori contemporanei.
Eccolo, dunque, il pronostico personalizzato al 20 agosto. 1ª nettamente l’Inter, che minaccia addirittura di fare un campionato a parte. Stones e Pavard migliorano Acerbi/De Vrij e Darmian in difesa, mentre a centrocampo Curtis Jones promette di diventare l’arcobaleno di un reparto forse un po’ nuvoloso negli ultimi tempi. Sulla carta non c’è storia. Sul campo si vedrà.
Si lotta per il secondo posto? Lì potrebbe esserci la Roma, seguendo il progresso gasperiniano testimoniato dagli anni all’Atalanta. E 3ª la Juventus, che non deve disprezzare un mercato lacunoso solo per la qualità tecnica a centrocampo, ma per il resto ricco (Kolo Muani), dispendioso (Alajbegovic) e potente (Lucumi), più il portiere Vicario che - spiace per Di Gregorio - risolve anche un problema ambientale. 4° posto per il Napoli è un passo indietro ipotizzato anche se bilanciato dalla certezza “allegriana” di un percorso migliore in Champions League. La squadra è identica all’anno scorso. Dipenderà anche dal numero di infortunati. Unico jolly da giocare: De Bruyne. Aveva chiuso con Conte, ha riaperto con Allegri. Chi avrà ragione?
A proposito di anno scorso, ancora un 5° posto da pronosticare per il Milan. Forse è troppo prudente come previsione. E in effetti ci sarebbe la tentazione di riaccendere il fuoco della passione rossonera, con i costosissimi acquisti di Gonçalo Ramos (ottimo: lo voleva anche Allegri), Gila (perfetto: l’aveva già preso Tare) e Moreira (ha talento, seppure alterno). La strategia trumpiana di (Donald) J. Cardinale è chiara: invadere la lotta scudetto attraverso il calcio dominante di Amorim. Per acquisire convinzione, sarà importante l’approccio iniziale, che due anni fa fregò Fonseca.
6° il Como perché l’anno scorso è andato oltre e malgrado il talento acerbo ma promettente di Liberali. 7ª la Fiorentina perché è in bilico tra un mercato meraviglioso e le cessioni pericolose di Kean e Fagioli (mah…). 8ª l’Atalanta anche se con Sarri ci sarà da divertirsi, magari in Conference League più che in campionato. 9° invece il Bologna che sembra aver fatto un passettino indietro non solo per il cambio di bandiera in panchina da Italiano a Tedesco. E infine 10° il Torino, piazzamento che - considerate le ultime stagioni di Cairo - non si sa bene se considerare un passo avanti verso l’Europa o un altro passo indietro verso l’anonimato.
Per curiosità, ho affidato i miei numeri e le mie tabelline (stagione scorsa più mercato) all’intelligenza artificiale. Mi è venuta fuori una classifica diversa. Eccola: 1 Inter; 2 Milan; 3 Napoli; 4 Juventus; 5 Roma; 6 Como; 7 Fiorentina; 8 Atalanta; 9 Torino; 10 Sassuolo. In pratica, il Milan molto più su, la Roma tre posizioni più giù. Il Bologna fuori dalla Top Ten. E l’Inter che rivincerà lo scudetto: su questo pronostico non c’è differenza tra intelligenza naturale e artificiale.
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