“Nel modo in cui giochiamo, preferisco stare sulla fascia destra. Ho parlato col mister di questo ed è la posizione dove mi sento meglio”. Diego Moreira scalda i motori in vista del suo atteso esordio in Serie A con la maglia del Milan, ma nel frattempo – in occasione della sua prima intervista e del primo incontro coi tifosi rossoneri presso lo store ufficiale del club – ha rilasciato queste dichiarazioni. Parole destinate ad alimentare il dibattito, sia sulle evoluzioni tattiche portate da Rubén Amorim che sulle strategie di mercato perseguite dalla società nel corso dell'estate.
Presentandolo in occasione di una delle prime conferenze di questa stagione, l'allenatore portoghese ha parlato così dell'esterno della nazionale belga: “Diego Moreira può giocare da quinto sia a destra che a sinistra, forse giocherà più a destra. Se non c'è Chukwueze, c'è bisogno di un giocatore con le stesse caratteristiche in modo che la squadra non ne risenta troppo. Giocheranno anche insieme a volte, ma in generale lotteranno per il ruolo”. Una conferma dunque di come e dove il Milan immagini di valorizzare al meglio un investimento da oltre 50 milioni di euro più bonus, considerato evidentemente un prospetto ancora in fase di esplosione (è un classe 2004) ed in grado di assumere nei prossimi anni una valutazione sul mercato ancora più alto.
Sin qui tutto lecito e tutto corretto. Con un grande “però”, sollevato da un'analisi più approfondita di come si è poi conclusa nei giorni scorsi la campagna acquisti/cessioni del Milan, la prima gestita interamente ed esclusivamente dal patron Gerry Cardinale. Dopo il doppio colpo a sensazione Gonçalo Ramos-Mario Gila, i rossoneri sono rimasti fermi per oltre un mese. Confidando probabilmente in una definizione più rapida e snella di quelle partenze che avrebbero dovuto attutire il peso dei costi sostenuti per gli acquisti e dato un impulso diverso alle ultime settimane di trattative. E' arrivato per l'appunto Diego Moreira ad inizio agosto e poi, nelle ultimissime ore a disposizione, si è ripiegato su un prestito come Hutchinson per colmare la casella del trequartista di piede sinistro e si è ignorato l'allarme alla voce del centrale della difesa a tre.
Alla luce di queste situazioni, viene dunque lecito domandarsi come mai il Milan abbia investito un tesoretto molto cospicuo come gli oltre 50 milioni di euro per Diego Moreira, che per ammissione dei vari protagonisti viene inquadrato principalmente come un alter ego di Samuel Chukwueze. Tutto questo mentre sulla corsia mancina i rossoneri si ritrovano due giocatori che anche nelle prime due giornate di campionato si sono confermati come soluzioni non di primissimo livello come Pervis Estupinan e Davide Bartesaghi. Tutto questo mentre Amorim non può disporre di alternative di profilo superiore nel ruolo di vice Gonçalo Ramos o rispetto a Gabbia e De Winter come difensore centrale.
E' certamente apprezzabile lo sforzo comunicativo sostenuto dall'allenatore del Milan circa la volontà di approfittare di queste carenze per dare un reale segnale di svolta nel calcio italiano e puntare con forza sui giovani di cui dispone (Diawara, Vladimirov, Comotto, Cisse e Camarda). Nel chiarire sin da oggi che un “azzardo” di questo livello gli varrebbe certamente il nostro plauso per tutto quello che significherebbe per la crescita culturale del movimento, al tempo stesso non si può non rilevare che, per le dimensioni del club rossonero e le sue ambizioni di essere protagonista sia in campionato che nel percorso in Europa League, l'attuale organico e le tante scommesse sostenute rischino di non pagare alla prova dei fatti.
E allora la domanda torna quanto mai d'attualità: siamo sicuri che il Milan non potesse spendere diversamente i soldi messi sul piatto su Diego Moreira? Siamo sicuri che le parole del diretto interessato e quelle di Amorim non rischino di diventare un boomerang? E autorizzino i più scettici sull'intero mercato condotto da Cardinale a parlare di equivoco (tattico) nei confronti dell'esterno belga. Al tempo e al campo la risposta a tutti questi interrogativi.
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