Alle ore 20:00 locali di martedì 6 ottobre - l'una di notte in Italia - verrà segnata la fine di un'era. Leo Messi scenderà in campo per l'ultima volta con la maglia dell'Argentina all'Estadio Monumental di Buenos Aires contro il Benin.
Un'amichevole evento che metterà un punto a una storia leggendaria. E dopo? Il prossimo capitano sarà il Cuti Romero, con Emiliano Martinez vice e Lautaro Martinez terzo nelle gerarchie. Un'investitura importante per il Toro, che dopo essersi preso la leadership dell'Inter vuole ergersi a leader - tecnico e caratteriale - anche della sua Nazionale.
Dopo un Mondiale da protagonista - con il rammarico per non aver giocato nemmeno un minuto nella finale persa contro la Spagna - Lautaro ha ricominciato segnando contro la Bolivia e raggiungendo Aguero a 41 goal in Nazionale, al terzo posto dietro Batistuta (55) e l'irraggiungibile Messi.
Oltre a quello relativo alla fascia da capitano, l'altro tema è legato alla magica numero 10: chi prenderà il numero di Messi? Lautaro è tra gli indiziati, anche se in Argentina "tifano" per Nico Paz. Potrebbe infatti essere proprio il fantasista del Como il prossimo diez dell'Argentina, con Lautaro che si terrebbe la "sua" 22 e il 9 sempre sulle spalle di Julian Alvarez.
Avere o non avere il numero 10, però, cambierebbe poco: Lautaro già ai Mondiali è stato decisivo, contribuendo in modo significativo a trascinare l'Argentina in finale con tre goal, ultimo dei quali in semifinale all'Inghilterra.
Dopo due Copa America, una con titolo di capocannoniere e goal in finale alla Colombia nel 2024, un Mondiale e 41 goal Lautaro, arrivato alla soglia dei trent'anni, ha l'occasione di essere uno dei leader della squadra.
Negli ultimi anni la staffetta con Julian Alvarez è stato un tema importante. Ai Mondiali del 2022 era Lautaro il titolare, ma le prestazioni deludenti avevano contribuito a ribaltare le gerarchie: l'Arana titolare e il Toro pronto a partire dalla panchina.
Contro la Bolivia hanno giocato insieme per la nona volta da quando il ct è Lionel Scaloni e insieme hanno totalizzato 987 minuti in 20 partite: in 11 occasioni, però, quando uno subentrava all'altro.
Dopo un Mondiale in cui ha fatto meglio dell'attaccante dell'Atletico Madrid, Lautaro Martinez può ribaltare nuovamente le gerarchie, prendendosi la titolarità dell'Argentina.
Lautaro Martinez è diventato ufficialmente il capitano nella stagione 2023/24, ma già nella seconda parte della stagione 2022/23, quando Samir Handanovic faceva il secondo alle spalle di André Onana, toccava a lui indossare la fascia in assenza dello sloveno. E' l'anima dei nerazzurri, ha già alzato due Scudetti, di cui uno da capocannoniere, ed è il leader tecnico e caratteriale indiscusso dello spogliatoio nerazzurro.
In queste prime cinque giornate ha suonato la carica e ha risolto le situazioni intricate contro Napoli e Roma con due doppiette.
L'Inter è consapevole della sua importanza e lo ha blindato. Soprattutto in estate quando il Barcellona ha bussato con forza alle porte nerazzurre mentre era in cerca del sostituto di Robert Lewandowski, come confermato dal presidente dei blaugrana Laporta in un'intervista al Corriere dello Sport: "È un calciatore incredibile, non intendevamo lasciarcelo sfuggire. Così ho chiamato il presidente Marotta e mi ha detto che il calciatore non era in vendita. E poi che in qualsiasi caso non sarebbe stato il giocatore a decidere se trasferirsi o meno, perché l'Inter voleva tenerlo. Così per rispetto di Beppe, che stimo tanto, ci siamo fermati".
L'Inter ha blindato il suo capitano. I nerazzurri non hanno intenzione di cederlo e di privarsi di un calciatore diventato ormai un simbolo della squadra e dei tifosi, che in lui hanno trovato un leader e un trascinatore oltre che un bomber in grado di segnare 179 goal in 381 partite e di issarsi al terzo posto della classifica all-time dietro Alessandro Altobelli (209) e Giuseppe Meazza (284).
L'obiettivo ora sarà scalare le due classifiche marcatori di Inter e Argentina per entrare ancora di più nella storia del club e della Nazionale di cui, dopo l'addio di Messi, è pronto a diventare ancora di più uno dei leader.
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