Gianni Rivera, 83 anni, primo italiano a conquistare il Pallone d’Oro, ha parlato a Il Fatto Quotidiano, partendo dalla causa intentata contro Electronic Arts per l’utilizzo della sua immagine nei videogiochi legati al mondo FIFA.

"Il mondo del football, da Blatter a Infantino, ha sempre avuto il denaro come padrone. Finché comanda il denaro, il calcio non cambierà", sostiene la bandiera del Milan. "I giocatori oggi sono aziende e fanno squadra con gli altri solo in campo".

Rivera è sempre stato in prima linea anche sul piano politico, ma è da decenni lontano dai vertici del calcio italiano: "Io sono scomodo, ieri come oggi, perché le mie idee disturbano da sempre il potere. Non sempre puoi vincere contro chi è più forte".

"Nei vivai servono maestri di calcio, non strateghi della tattica. E i procuratori? Loro sono la vera peste", si legge nell'intervista.

"Riportare in panchina Mancini è un oltraggio verso tifosi e giocatori", il commento di Rivera sulla scelta della FIGC di restituire la panchina della Nazionale a Roberto Mancini dopo il burrascoso addio di tre anni fa verso la ricca Arabia Saudita.