Dal ritiro della Nazionale della Svezia Under 21, l'esterno offensivo della Fiorentina Alieu Njie si è raccontato a 360 gradi ai microfoni di Fotbollskanalen.

"Ci sono rimasto male per il Crystal Palace, ma la Fiorentina è stata la scelta giusta".

Nonostante la proposta di farne "un altro Olise" e la possibilità di riavvicinarsi ai familiari che vivono a Londra, la titubanza del club inglese ha fatto pendere la bilancia verso Firenze:

"Sì, ad essere sincero ero un po' deluso dal Crystal Palace. Non hanno spinto subito sull'acceleratore come speravo, nonostante mi avessero prospettato un bell'ambiente e un buon progetto tecnico. A Londra ho anche parte della mia famiglia, quindi per me sarebbe stato facilissimo integrarmi subito. Ma questo è il calcio e sono davvero felicissimo di come sono andate le cose e di essere arrivato alla Fiorentina".

L'esterno classe 2004 ha poi chiarito la propria strategia di carriera, spiegando la filosofia dietro al rinvio del suo approdo nel campionato più ricco del mondo:

"Rimandare quel sogno è stata la decisione corretta. Ho ancora 21 anni e la Premier League rimane assolutamente un mio grande obiettivo per il futuro, ma non voglio arrivarci per fare la figura del calciatore anonimo che nessuno conosce. Preferisco di gran lunga sfondare ed essere protagonista prima in Italia con la Fiorentina, per poi giocarmi le mie carte e fare il grande salto in Inghilterra quando sarò un giocatore affermato".

"All'inizio sui social ho notato un po' di scetticismo da parte dei tifosi viola per la cifra del trasferimento, perché non mi avevano mai visto giocare dal vivo. Ma con il passare delle gare ho iniziato a dimostrare sul campo quanto posso aiutare la squadra. Quando ho sentito i paragoni con Barcola e Diomandé la prima volta ho riso, sono rimasto stupito perché parliamo di giocatori che sono ai vertici da anni, mentre io ho appena iniziato a giocare una gara dopo l'altra. Però queste parole mi danno una grande spinta. Anche sul paragone con Rafael Leao mi hanno fatto molte domande: è un giocatore straordinario che ammiravo tantissimo nei miei primi anni in Italia, ma io voglio semplicemente diventare la miglior versione di me stesso".