A difendere la porta del Bruges dagli attacchi dell’Inter nella seconda giornata di Champions League ci sarà Yann Sommer. L’ex portiere nerazzurro si è accasato in Belgio dopo la scadenza del contratto con la squadra di Chivu. Tra alti e bassi, a raccontare come sta andando la sua nuova avventura in blu e nero è lo stesso svizzero che si è concesso a La Gazzetta dello Sport per una lunga intervista. Ecco cos’ha detto.

"Sto bene, sono felice. Abito a Knokke, sul mare. Posso andare in bici in spiaggia e al centro sportivo. Mi godo la nuova vita, diversa da Milano. Qui c’è tranquillità, mi ricorda la Svizzera. Questo è un progetto diverso rispetto all’Inter, un differente modello di business. Qui danno fiducia ai giovani, che possono crescere in campionato e fare esperienza in Champions. Abbiamo strutture paragonabili a quelle dei grandi club europei. È un ambiente ottimo per i giovani, ma anche per quelli meno giovani come me".


"Mi sento bene e ho ancora una grandissima motivazione. Voglio migliorare, allenarmi, dare tutto. Finché sarà così, continuerò. E poi amo giocare in porta. Perché dovrei pensare di smettere? Qui gioco con Tresoldi che per me può diventare un grande attaccante europeo, al 100%. È umile, professionale e ha le qualità per giocare in un grande club. Non chiedetemi quale nazionale sceglierà, dipende da lui”.


“Dopo i tre anni all’Inter non mi aspettavo un rinnovo, né sono rimasto deluso, assolutamente. Ne abbiamo parlato insieme e sia il club che io abbiamo deciso che fosse il momento giusto per separarci. È stato tutto perfetto, il rapporto con il club è ancora ottimo. Ho amato la maglia dell’Inter e ho amato San Siro. È stato un capitolo importante della mia carriera. Sono felice di quello che abbiamo fatto come squadra e io come portiere. In quei tre anni siamo stati i migliori d’Italia e penso che l’Inter lo sia ancora. Mi piaceva il nostro calcio, la costruzione dal basso. All’Inter ci sono tante partite con poco lavoro, però devi prendere comunque decisioni importanti che molti non vedono. Non sono necessariamente grandi parate, ma contano. Io ho sempre cercato di essere costante. Le critiche? Fa parte del lavoro del portiere. Ci sono abituato, mi è capitato anche adesso al Bruges. Ho la forza per accettarle e andare oltre".


"Il ricordo più bello è la notte incredibile e folle contro il Barça. E le due feste sul pullman a Milano, circondati da un amore infinito. Quanto ai rimpianti, cerco di non averne. Perdere una finale di Champions è una delusione enorme, ma non fa più male come allora. Il Psg era molto più riposato di noi. Nulla ci toglierà l’orgoglio".


“Josep Martinez? Non ha bisogno dei miei consigli. È un ottimo portiere, con potenziale, e poi un bravissimo ragazzo: avevamo un gran bel rapporto a Milano. Ho visto alcune partite e non sono d’accordo con i giudizi: sta facendo bene, ma giocare nell’Inter è difficile, c’è pressione. Sono felice che abbia questa possibilità e sia andato in nazionale: lo meritava, l’Inter ha puntato su di lui".

 

“L’Inter ha la qualità per vincere la Champions. Sarà speciale ed emozionante affrontarla, uscire dal tunnel e vedere San Siro spalancarsi: è un’immagine che ho ancora in mente, ma io e i miei compagni cercheremo di rendere la serata difficile. Abbiamo grande potenziale, giovani di qualità anche se con meno esperienza. Tanti nazionali e un gruppo forte caratterialmente. In Champions contano i dettagli e per battere una big serve la giornata giusta, ma il Bruges può stupire anche in Europa. Ai tifosi dico grazie per questi tre anni meravigliosi. Errori, trionfi, notti indimenticabili, ci metto dentro tutto. I tifosi nerazzurri sono speciali. Come è speciale l’Inter. Ma, perdonatemi, adesso difendo il Bruges e voglio vincere a San Siro".