Troppo facile per avere paura, non abbastanza difficile per cancellare la delusione di Sassuolo.
La Juventus parte comunque bene in partita e in Europa League. La sfida con i modesti olandesi del NEC dura in equilibrio giusto qualche minuto, poi Nico Gonzalez l’ha sbloccata con la collaborazione dei due portieri, cioè sfruttando l’ottimo lancio del debuttante Grabara e la pessima uscita del rivale Polster.
Da lì in poi Spalletti ha capito che la sfida sarebbe stata in discesa.
E si è rasserenato anche quando ha guardato “in salita” verso la tribuna, dove il tam tam dei social aveva “annunciato” la presenza di Antonio Conte, che invece non si è presentato in carne e ossa, facendosi semmai rappresentare dal suo fantasma, il quale peraltro ha un posto prenotato in prima fila sia allo Stadium juventino che nel San Siro milanista.
Un po’ di giudizi sui singoli.
Bella e positiva sorpresa Grabara, che si è presentato con l’assist per Nico Gonzalez, dando poi una buona impressione di reattività. Disposta con l’inedito schieramento a tre, la difesa non ha avuto problemi anche perché il NEC… non poteva crearne.
Troppo più fragili gli olandesi rispetto alla solidità di Kalulu sul centrodestra, alleato con Lucumi sul centrosinistra. In mezzo a loro, Gatti ha fatto il premier (o almeno il ministro della difesa) con dedizione, precisione e anche un pizzico - comprensibile - di rivalsa nei confronti di Spalletti, che finora lo aveva sempre messo all’ultimo posto nelle preferenze.
A parte il goal del 4-0, a centrocampo ordinaria amministrazione per Celik sulla destra e straordinaria vivacità di McKennie sulla sinistra.
A completare il reparto l’eccellente riscoperta Douglas Luiz e un Sarr tutto ancora da scoprire, ma con un'intuizione felicissima nel passaggio filtrante a McKennie in occasione del momentaneo 2-0 bianconero.
In avanti, un Nico Gonzalez tornato quello della Fiorentina: vivace, propositivo e pericoloso. Se continua così, un signor giocatore tanto prezioso quanto inatteso per Spalletti.
Ottima anche l’impressione che Alajbegovic ha dato a se stesso e agli altri. Il ragazzo ci sa fare: l’ha dimostrato non solo con il goal. Ha trovato la gioia della rete, seppure su rigore, anche Woltemade, apparso in verità ancora abbastanza spaesato e svagato nel contesto bianconero.
Nel secondo tempo spazio anche per Koopmeiners e Conceição, ma quando la vittoria sul NEC era già stata salvata con nome “grazie_EuropaLeague”.
Poi si è visto (bene) anche Kolo Muani in appoggio a Woltemade. In un quarto d’ora il francese ha messo a referto più numeri rispetto a quanto fatto finora in stagione: un assist e un goal.
Ed è finita così, 5-0 con baci e abbracci sotto la curva. E tutto il resto in stand-by.
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