La larga vittoria della Juventus con il NEC Nijmegen regala ai bianconeri una boccata d'ossigeno, utile ad alleviare le scorie della clamorosa sconfitta con il Sassuolo. Il 5-0 agli olandesi, una festa del goal alla quale hanno partecipato Nico Gonzalez (addirittura su assist di Grabara), Alajbegovic, Woltemade, Celik e Kolo Muani, deve naturalmente essere preso con le pinze. L'atteggiamento spregiudicato del NEC, e il tasso tecnico non elevatissimo della squadra di Dick Schreuder, consigliano infatti a Luciano Spalletti e alla Juve di restare con i piedi per terra, pur portando a casa il buon atteggiamento mostrato per tutti i 90 minuti e, soprattutto, la via del goal trovata da Alajbegovic, Woltemade e, soprattutto, Kolo Muani.


Fatte le debite premesse sul reale peso specifico della vittoria all'esordio in Europa League, l'elemento che più ci ha colpito nella partita di ieri sera all'Allianz Stadium è stata la prestazione di Kerim Alajbegović. Il 18enne bosniaco (compirà 19 anni fra tre giorni) ha offerto una prestazione di alto livello, con un goal e alcune giocate che hanno strappato gli applausi del popolo bianconero. E dei commentatori, come Alessandro Costacurta, su Sky: "Alajbegovic sta diventando molto bravo e voglio evidenziarlo: perché siccome sento sottovalutare questo ragazzo, io invece dico che avrà un grande futuro". La prestazione di Alajbegovic è preziosa perché non è isolata, ma arriva dopo altre buone gare: col Sassuolo è stato uno dei pochi bianconeri e meritarsi la sufficienza, e aveva fatto bene anche con Milan e Parma, dopo i 90' in panchina all'esordio con il Frosinone.


Con il Frosinone, in campo c'era invece Kenan Yildiz, che si è infortunato proprio in quel match. Pensando al turco, e pensando alla gara disputata ieri da Alajbegovic, è naturale pensare già a come i due potranno coesistere, quando il numero 10 tornerà a disposizione a inizio novembre. Il numero 17 infatti sta trovando la sua posizione proprio sulle zolle solitamente calcate da Yildiz: parte da sinistra e poi si accentra. Ben vengano, si intenda, questi problemi di abbondanza, per tutte le squadre e per tutti gli allenatori: spetterà a Spalletti avere il piacere e il dovere di trovare una soluzione per farli coesistere.


Intanto, insieme alle similitudini fra Yildiz e Alajbegovic rispetto alla posizione in campo, le prime uscite del bosniaco con la Juve ci stanno permettendo anche di scoprire le differenze fra i due. Rispetto a Yildiz, Alajbegovic è meno potente e meno esplosivo nello strappo sul breve; rispetto ad Yildiz, Alajbegovic gioca più spesso a testa alta e sembra vedere meglio il gioco sul lungo, come dimostra il precisissimo filtrante per Nico Gonzalez in occasione dell'azione del rigore per la Juventus con il NEC, un tipo di passaggio che raramente abbiamo visto fare a Yildiz, più propenso ad accelerare a testa bassa per poi servire assist dal fondo con palla all'indietro. Insomma, i due hanno qualità simili, ma anche evidenti differenze. Con un allenatore che sappia farli coesistere, esaltando gli aspetti complementari delle loro qualità e smussando quelli simili, il futuro della Juventus può essere roseo.