L’unica squadra italiana a punteggio pieno tra i professionisti dopo cinque giornate gioca a 144 km da casa e ha un difensore centrale come capocannoniere. La storia più sorprendente di questo inizio di stagione è quella del Sorrento che si staglia in vetta al girone C di Serie C, forte delle 7 vittorie su 7 gare giocate, tra campionato e Coppa Italia di categoria.


Sotto i colpi dei rossoneri – che giocano a Picerno – e del bomber Cargnelutti sono cadute Salernitana, Cavese, Az Picerno, Giugliano (2 volte), Crotone e Cosenza. Ora i ragazzi di Maiuri sono chiamati al test più importante: sabato 19 se la vedranno col Bari per prolungare la corsa solitaria e tenersi stretta la prima posizione, pur consci che, come vanno ripetendo tutti, l’obiettivo resta la salvezza.

La squadra dei 5 diamanti d’altronde non ha mai fatto corsa di testa in Serie C e, anzi, viene da tre campionati tra la mediocrità e la lotta per tenere la categoria. Dodicesimi, quattordicesimi e sedicesimi, i rossoneri sono partiti dai blocchi come meglio non potevano e stanno riscrivendo tutti i record della lunga e tortuosa storia di questo club.


Lo stanno facendo con un gruppo che mixa giovani di belle speranze e vecchi lupi di mare abituati alla Serie C per un'età media di 25 anni. Lo stanno facendo con un calcio divertente e una difesa che fa passare poco e nulla: nove i goal fatti, solo tre quelli subiti finora. I riflettori se li sta prendendo l’insolito bomber Cargnelutti: difensore centrale di professione e capocannoniere per diletto. Sono già 5 le reti in campionato del classe 1999 ex Catania, reduce da una doppietta in casa del Cavese, e bravissimo a sfruttare gli inserimenti e i colpi di testa sui calci piazzati.


Tra i protagonisti di questo grande inizio c’è il piede fatato di Capezzi, già 4 assist per lui, ma anche ex volti noti delle categorie superiori come Federico Ricci, Crecco o il nuovo arrivo Starita dal Benevento. Con loro Puzone, Bacci, Cangianiello e Bolzan ma non più la giovane stellina Mattia Esposito passato al Napoli e quindi al Bari.


Un gruppo coeso e mentalizzato fin da subito, costruito dal ds Cacace, che risponde alla perfezione agli ordini di mister Maiuri. Lombardo ma tarantino di adozione, il mister dei costieri è in questo momento indisponibile a causa di problemi cervicali e segue la squadra a distanza. In panchina ci sta andando il sostituito Scotto, suo fedelissimo da anni.


Maiuri, cinquantasette anni di cui ventuno in panchina, ex calciatore con qualche sparuta presenza anche in Serie B, era partito da Legnano nella sua seconda carriera prima di trovare l’oro al Sud. Ha allenato in Puglia a Grottaglie, Brindisi, Taranto, Foggia, Fasano e Cerignola e Nocerina, Cavese, Portici e Casertana in Campania. Questo al Sorrento è il suo terzo mandato. Era arrivato per la prima volta nel 2019, restando fino al 2020; quindi era tornato nel 2022, fino al 2024. Nella passata annata ha compiuto una grande impresa portando l’Audace Cerignola ai playoff e, nonostante le tante offerte di club che puntano alla promozione, ha optato per il terzo ritorno al Sorrento. E i risultati gli stanno dando ragione.


Quella dei costieri è una storia assurda se si pensa che la loro ultima gara giocata in casa risale al maggio di tre anni fa. Saliti in Serie C, il loro stadio – lo Stadio Italia – non è mai stato omologato costringendo il Sorrento a vagare per anni. Prima le gare casalinghe giocate a Potenza poi a Picerno con un rientro a casa che ancora latita e dovrebbe arrivare, forse, nella prossima stagione per la gioia dei 100 abbonati che, nonostante la distanza di quasi 150 km, continuano a seguire la propria squadra.


Rinata dal fallimento del 2016, la società è stata una sola volta in Serie B nella stagione 1971/1972, giocando in casa all’allora San Paolo di Napoli e finendo penultima in classifica, ritornando in Serie C. Ora la B resta una chimera ma nel tourbillon del girone C della C tutto può accadere, anche i miracoli.