Roma e Inter fanno 13 (punti) e, aspettando il Como in campo domenica pomeriggio a Frosinone, vengono raggiunte dalla Lazio in testa alla classifica dopo il 2-2 nello scontro diretto dello Stadio Olimpico. Dove va in scena l'ennesima partita dai due volti, ormai un classico per i campioni d'Italia in questo emozionante e spettacolare inizio di stagione.
Per la prima volta nella storia i nerazzurri vanno sotto di 2 goal nella quarta gara di fila: Napoli, Real Madrid, Udinese e appunto Roma. Com'era già successo nelle precedenti 2 giornate di campionato, gli uomini di Chivu hanno una grande reazione e portano a casa un risultato positivo. Stavolta non una vittoria, ma un buonissimo pareggio sul campo della squadra allenata da Gasperini, uscito imbattuto dopo 10 sconfitte di fila contro l'Inter. Ricaduta negli ormai soliti errori nell'approccio.
Capitan Lautaro, autore della doppietta per la rimonta, non si nasconde e nel post-partita parla di "atteggiamento sbagliato nel primo tempo".
Chivu preferisce non rivelare cosa ha detto ai propri calciatori nello spogliatoio, ma è facile intuire quali corde abbia toccato durante l'intervallo per dare la scossa.
Senza trascurare l'aspetto tattico (squadra troppo lunga e sbilanciata in fase di non possesso), i 45 minuti iniziali preoccupano dal punto di vista mentale. Infatti si vedono troppi giocatori camminare o addirittura fermarsi dopo aver perso palla.
La differenza si nota specialmente a centrocampo, dove i tocchi di fino dei tre "numeri 10" nerazzurri Barella, Zielinski e Curtis Jones vengono surclassati dalla sostanza dei due mediani giallorossi Cristante e Manu Koné, che non a caso firma una doppietta.
L'upgrade più evidente nella ripresa arriva grazie alla sostituzione dell'inglese ex Liverpool con Sucic. Quest'ultimo dimostra di aver capito subito la lezione della panchina di lunedì sera a San Siro con l'Udinese dopo essere entrato male settimana scorsa in Champions League a Madrid.
La speranza è che possa fare altrettanto Jones, al quale la sosta per le nazionali darà il tempo necessario per continuare a inserirsi e ambientarsi. Sarà deluso chi pensava che avrebbe fatto subito la differenza semplicemente perché arriva da un campionato di livello più alto come la Premier League, invece a Roma viene bocciato al suo primo vero esame d'italiano.
L'importante è non fare drammi e imparare la lezione, magari prendendo esempio (senza scomodare mostri sacri come il leggendario Sandro Mazzola) da chi lo ha preceduto arrivando in Serie A dall'Inghilterra. Da Paul Ince a Scott McTominay, due lottatori sempre col coltello fra i denti e con una determinazione che non deve mancare mai a nessuno, nemmeno in chi gioca nella squadra più forte del campionato.
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