Da una parte la crescita vertiginosa che costringe il Como ad affrontare il problema lista Champions prima del previsto, dall'altra la sovrappopolazione delle rose che ingolfa il mercato: le grandi del nostro campionato, tutte quante, sono rallentate dalle difficoltà nell'alleggerirsi di giocatori fuori dai rispettivi progetti per completare i roster da mettere a disposizione dei tecnici. Particolare il caso dei lariani, che hanno esigenza di aggiungere giocatori formati in vivai italiani.

Mattia Liberali non può ancora essere considerato un titolare del Como che ha trattenuto e riacquistato Nico Paz, ma almeno è inseribile nelle rotazioni di Fabregas tra campionato e Champions League, a differenza di altri elementi in rosa come i portieri Audero e Vigorito, i difensori Dossena e Goldaniga, il centrocampista Mazzitelli e l'attaccante Gabrielloni.

"La nostra difficoltà sarà la Champions, anche nel completare le liste: saremo corti, non possiamo ancora contare su un’accademia fortissima come i top club", aveva detto Cesc Fabregas in tempi non sospetti. Evidentemente i giovani centrocampisti Rispoli e Cassano non sono ancora pronti, e allora ecco spiegato l'interesse per Samuele Ricci del Milan.

Nella lista Champions da presentare entro il 2 settembre, 4 dei 25 giocatori devono essere cresciuti nel vivaio del club, mentre altri 4 in quello di una squadra italiana. Se ne può fare anche a meno, ma portare solo 17 giocatori stranieri e Liberali ridurrebbe di molto le alternative ed esporrebbe al rischio infortuni e squalifiche. Così il Como sta provando a chiudere la forbice tra domanda e offerta per Moise Kean della Fiorentina: non bastano 30 milioni, il pacchetto totale deve toccare almeno i 40 milioni di euro.

Dunque via libera alla cessione degli esuberi: Van der Brempt, Posch, Dossena, Mazzitelli, Braunoder, Gabrielloni e soprattutto Morata e Kuhn sono i nomi da tener d'occhio, quelli che potrebbero dare il via al domino.

Inter, Milan, Juventus, ma anche Napoli e Fiorentina sono invece alle prese "soltanto" con il problema esuberi. Frattesi alla Lazio e poco altro per i nerazzurri che hanno perso il treno Romero e si sono decisi a tenere Pavard per completare la difesa, mentre per Asllani si cerca ancora sistemazione. Al Milan sono da piazzare tutti gli epurati di Amorim (da Fofana a Tomori, da Estupinan a Nkunku, da Filippo Terracciano a Santiago Gimenez), mentre alla Juventus rimangono Miretti e soprattutto l'ormai atavico problema Arthur, con cui si ragiona di rescissione consensuale.

Anche il Napoli deve cedere Lucca e Lang per fare spazio ai possibili colpi Gabriel Jesus o Martinelli dall'Arsenal; infine la Fiorentina, che specie dopo lo scorso campionato grande non è ma sta provando a ridiventarlo con un mercato ambizioso, deve cedere nel mezzo (Fagioli? Fabbian?) per dare l'assalto prima a Thorstvedt e poi a Torreira, per il quale si aprirebbero le porte di un gradito ritorno.