Dopo il Mondiale chiuso con l’eliminazione ai sedicesimi di finale, la Croazia ha deciso di voltare pagina e ripartire da zero: dopo nove anni è finita l’era di Zlatko Dadic, al suo posto sulla panchina della nazionale è arrivato l’ex West Ham e Watford Slaven Bilic, che era già stato ct dal 2006 al 2012. Prima partita e prima vittoria contro la Repubblica Ceca, ripartendo dalle certezze: goal decisivi di Modric - che a 41 è diventato il marcatore più anziano nella storia della nazionale - e Marco Pasalic, centrocampista dell’Orlando City e solo omonimo del giocatore dell’Atalanta.
Per la seconda partita di Nations League contro la Spagna il ct ha lanciato titolare al centro dell’attacco Dion Drena Beljo, classe 2002 della Dinamo Zagabria che le uniche altre due partite con la nazionale le aveva giocate tre anni fa. Alla prima gara da titolare ha subito messo la firma con un colpo di testa, specialità della casa per l’attaccante alto 1,95 m. Piede mancino, è bravo nel gioco aereo e nella protezione del pallone; calcia anche da fuori e l’anno scorso ha vinto la classifica marcatori del campionato croato con 31 goal.
Una stagione da protagonista che ha acceso i riflettori del mercato su di lui: tra i club interessati l’estate scorsa c’erano anche il Frosinone e il Monza, che lo seguivano da quando era all’Osijek. Poi andò all’Augsburg in Bundesliga e dopo un anno in prestito al Rapid Vienna la Dinamo Zagabria lo riportò in Croazia per 4 milioni di euro voluto fortemente dal presidente Zvonimir Boban. Oggi la valutazione si aggira intorno ai 15, e lo stesso Boban ha svelato di aver rifiutato un’offerta molto importante da uno dei cinque campionati principali europei.
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