A pochi giorni di distanza dal suo intervento al Festival dello Sport organizzato da La Gazzetta dello Sport, Zvonimir Boban è stato ospite della trasmissione “Radio Anch'io lo Sport” di Radio Rai. Soffermandosi principalmente sul momento del Milan, sua ex squadra da giocatore prima e da dirigente poi, sulla quale si era espresso con giudizi molto critici dal palco di Trento qualche giorno fa.

“Non ho capito cosa avrei detto di così speciale sul Milan al Festival di Trento. Ho detto che il Milan dovrebbe ambire a vincere, eppure leggo di 'veleno di Boban'. Non capisco quanto sia cambiata l'idea di cosa dovrebbero essere il Milan e i suoi tifosi: non possiamo essere mediocri. Se si accetta che l'ambizione massima sia ogni anno la qualificazione in Champions, allora non ho capito nulla di quello che mi hanno insegnato in Italia e di ciò che mi ha trasmesso mio padre guardando Rivera e sperando che io un giorno potessi ripetere da calciatore ciò che faceva lui”, ha dichiarato l'ex campione croato.

Sul gioco e le prestazioni offerte dal Milan in questo primo scorcio di stagione: “Per adesso tiene duro, anche se il gioco non sembra promettere grandi cose. Questo sistema 3-5-2, che diventa un 5-2-3 o un 3-4-3, alla fine si trasforma in una difesa a cinque con i giocatori sulle fasce che si massacrano: è un po' illogico. Se Amorim riuscirà, con il buon spirito che ha portato, ad andare fino in fondo in Europa League pur con una rosa non profonda, saremo tutti felici. Io ne dubito, come ne dubita gran parte dell'Italia calcistica che analizza la situazione con più profondità e qualità”.

Intervenuto a Radio Rai, Zvonimir Boban si esprime così sull'operato sino ad oggi di Rubén Amorim: “È ancora presto. Come ho detto, non amo il gioco a tre dietro: le corse diventano lunghe e faticose, le distanze si spaccano e i collegamenti diventano difficili da mantenere nei 90 minuti. Serve grande capacità nei cambi per mantenere la qualità sui fluidificanti, sui terzini e a centrocampo. Col Lecce è andata meglio rispetto alle partite in cui il Milan ha subito tanto, ma siamo solo all'inizio del processo.  Deve convincere con i risultati tutti noi, ed è normale che gli serva continuità e tempo per lavorare”.