Dopo quattro partite di campionato il Bologna ha deciso di cambiare allenatore: via Domenico Tedesco, è arrivato Raffaele Palladino che al debutto sulla panchina rossoblù ha pareggiato 1-1 con il Torino. L'ex Atalanta era rimasto senza squadra dopo qualche proposta ricevuta in estate che non lo convinceva, ora l'obiettivo è quello di provare a entrare in una delle competizioni europee. La separazione tra Tedesco e il Bologna è arrivata dopo la sconfitta contro il Napoli nell'ultima giornata di campionato, un ko - 0-1, rete di Lobotka - che è costata la panchina all'allenatore; l'ex Lipsia chiude così l'esperienza in rossoblù con tre sconfitte e un pareggio in quattro gare.
Palladino ha firmato un contratto fino a giugno 2029 che come durata del rapporto è la stessa che era stata concordata con Tedesco (che nello specifico aveva firmato un biennale con opzione per il terzo anno), l'ingaggio del nuovo allenatore si aggira intorno ai 2 milioni che più o meno erano quelli che prendeva a Bergamo. Ed è lo stesso stipendio previsto per Tedesco, che continuerà a percepirlo ogni mese fino a una eventuale risoluzione del contratto; fino a quel momento, quindi, il Bologna pagherà due allenatori per un totale di circa 4 milioni.
Con questo cambio di panchina la società vuole dare una scossa alla squadra dopo un solo punto conquistato nelle prime giornate: per provare a invertire la rotta è stato scelto un allenatore che conosce bene il campionato e ha lavorato in piazze esigenti come quella di Firenze e Bergamo, propone un calcio offensivo che dove viene sviluppata la ricerca degli spazi e la costruzione dal basso. Inoltre, il nuovo tecnico avrà il compito di ricompattare il gruppo e alzare il morale dello spogliatoio dopo un avvio in salita. Il cambio tattico principale, già visto col Torino, è il passaggio alla difesa a tre.
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