La prima parte della stagione 2026-27 va in archivio per la Juventus con 10 punti in 5 giornate di campionato (frutto di 3 vittorie, 1 pareggio e 1 sconfitta) - punti che collocano i bianconeri al settimo posto della classifica di Serie A -, e una vittoria nella prima giornata della League Phase di Europa League, con il primo posto in classifica per differenza reti grazie al 5-0 sul NEC Nijmegen. In Serie A, in cinque turni, la squadra di Luciano Spalletti ha segnato 8 goal e ne ha subiti 4. I marcatori della Juventus finora sono stati, fra campionato e coppa, dieci: Celik, Bremer (2), Kolo Muani, Conceicao, Koopmeiners, Alajbegovic, Nico Gonzalez (2), Woltemade, Zhegrova (2) e Gatti.


Da record, il numero degli infortunati, alcuni dei quali in modo serio: Kolo Muani, McKennie, Locatelli, Boga, Cambiaso, Grabara, Yildiz, Cabal, Ekhator e Thuram.


I dati e i numeri elencati sono la base per alcune considerazioni, che ci permettono di capire cosa ha funzionato e cosa non ha funzionato in questo avvio di stagione per la Juventus.

La classifica ovviamente è deficitaria. E' vero che è cortissima e che i distacchi sono minimi, con il primo posto che dista solo 3 punti, ma è anche vero che davanti ci sono cinque squadre, e altre due sono a pari punti: Roma, Inter e Lazio 13 punti, Cagliari 12, Milan 11, Frosinone 10 (+5 di differenza reti), Juventus 10 (+4) e Como 10 (+2). E' prematuro fare bilanci, lo ribadiamo, ma il dato oggettivo è che la Juve aveva chiuso lo scorso campionato al 6° posto e ora, dopo cinque giornate, è 7a. Più che il punteggio, la cosa più evidente è che ci sono due squadre che erano già più forti e attrezzate della Vecchia Signora (Roma e Inter), e che dopo il mercato e le prime partite sembrano aver aumentato la distanza sulla Juventus e sulle altre rivali. E la qualità del 2-2 dell'Olimpico fra giallorossi e nerazzurri è una vetrina della differenza che, oggi, intercorre fra le squadre di Gasperini e Chivu e tutte le altre. La Juve invece se la può giocare con le altre squadre che in questo momento stazionano nella zona alta della classifica.

L'altro dato significativo è quello delle reti realizzate. La squadra di Spalletti per ora sta dimostrando di essere una cooperativa del goal. Segnano in tanti nella Juve, come nella scorsa stagione, ma segnano poco. E, sopratutto, non c'è traccia dell'attaccante che possa potenzialmente valicare quota 20 goal. Insomma, nella Juventus non ci sono né un Malen (già a 6 goal in campionato) né un Lautaro Martinez (4 goal). E' il risultato di un mercato che ha riportato a Torino Kolo Muani, che ha iniziato malissimo la stagione per poi dare segni di ripresa nelle ultime due partite (NEC e Atalanta) e Woltemade, anche lui reduce da una stagione negativa e, come il francese, più seconda punta (o sottopunta) che vero e proprio centravanti.

Fra i singoli, finora, quelli che si sono maggiormente messi in luce sono stati Nico Gonzalez, Douglas Luiz, Bremer (ma con il passaggio a vuoto del Sassuolo), Vicario e Alajbegovic. Zhegrova ha fatto vedere qualche lampo, mentre Conceicao tocca tantissimi palloni ma spesso in modo poco concreto, se si eccettua il goal finalmente ritrovato nell'ultima partita. Lucumì deve ancora imporsi con più sicurezza, mentre Kalulu sembra un po' involuto rispetto alla scorsa stagione e Koopmeiners mostra i soliti difetti e qualche pregio (un goal e un assist). Di Kolo Muani, alla faticosa ricerca di se stesso, e Woltemade, ancora un pesce fuor d'acqua, abbiamo detto.


Ribadito che, fra gli aspetti da dimenticare, c'è il numero impressionante di infortuni, un fattore che anche in queste ore sta costringendo Carnevali e Massara a pescare un portiere fra gli svincolai, concludiamo questo bilancio con due parole su Spalletti. Nei rapporti con i media, avrebbe potuto risparmiarsi la battutaccia su Kolo Muani dopo la prima partita ("Non gioca da due anni, un motivo ci sarà"), dettata probabilmente da una rabbia per non aver avuto il tipo di centravanti che avrebbe desiderato. Il risultato è stato che nelle successive tre partite il francese ha giocato ancora peggio, per poi riprendersi nelle ultime due. Sul campo, invece, il tipo di rosa messo a disposizione dalla società e gli infortuni costringono Spalletti a ritrovare la miglior versione di se stesso, cosa che non vediamo da un po'. "Non deluderò Carnevali e diventerò ciò che vuole, migliorerò", ha dichiarato il tecnico dopo aver incassato la fiducia della dirigenza in seguito alla sconfitta con il Sassuolo. E poi effettivamente qualcosa di nuovo si è visto con NEC e Sassuolo, come la difesa a tre per alcuni tratti di match e il centrocampo a quattro. Ma c'è bisogno di più: contro avversarie più forti, con tanti infortunati e senza stelle di prima grandezza (in particolare in attacco), Spalletti è chiamato a fare la differenza con le sue idee e con il suo genio, come fece in modo meraviglioso a Napoli nel 2022-23.