È già l’Italia di domani, quella che pareggia in Francia. Ma sembra l’Italia di ieri, quella che era ed è ancora di Roberto Mancini, l’allenatore che non ammette confronti né pregiudizi: è nettamente il miglior CT azzurro da venti anni a questa parte. Senza offesa per nessuno…

Senza offesa per chi non c’era, anche i commenti sui singoli coincidono con l’entusiasmo che la Nazionale ha trasmesso al cospetto della Francia. Tutti per uno e uno - Donnarumma - per tutti. Eppure il capitano azzurro nel primo tempo era stato guardiano del palo, nel senso che avrebbe immaginato ben altra pressione. Nella ripresa si è subito esaltato mettendo un muro tra Dembélé e il goal. Poi nulla sulla punizione dipinta da Olise per l’1-0, ma tanto, tantissimo sulle occasioni sventate poi. Le ha prese tutte, ma proprio tutte!

Il quartetto difensivo è stato ben sostenuto da Kayode, che non è solo corse, rincorse e fiondate dalle rimesse laterali. Il ragazzo ci sa fare e perciò fa un po’ di tutto. Bella conferma anche per Scalvini. O meglio: ottima conferma per la coppia Scalvini-Bastoni, assieme e non in staffetta generazionale come all’Atalanta. L’interista, poi, ha continuato a cancellare la sindrome del “braccetto da difesa a 3”: sa giocare anche a 4, appoggiandosi a Calafiori che, seppure da terzino sinistro, spesso si è accentrato per diventare bodyguard dei centrali. E quando poi proprio Bastoni ha anche segnato, bruciando prima Da Cunha e poi Maignan, per lui è davvero comparso l’arcobaleno dopo le tempeste dei mesi scorsi.

Il trio d’attacco ha regalato una gerarchia davvero inattesa. Kean ha fatto il suo, anche lungo la fascia, ovvero in periferia rispetto alla sua centralità abituale, riscoperta nell’ultima mezz’ora. Ha sulla coscienza un’opportunità fallita in avvio, seppur compensata da tanta generosità per sé e per gli altri, con in più la perla di un colpo di testa sventato da Maignan e il gioiello dell’espulsione provocata a Upamecano. Più affaticato invece Pio Esposito, sempre utile nelle sponde ma meno coinvolto e incisivo in profondità. Quindi il più bravo è stato il meno atteso: Sebastiano Esposito, più sorprendente anche rispetto al debutto in Turchia. Ancora una volta Seba ha corso e si è battuto, offrendo un prezioso punto di riferimento per ogni cambio di campo, lasciando il campo solo a fine batteria per il frizzantino Vergara al debutto azzurro.

Così Mancini completa il tris di risultati. Brutta la sconfitta con il Belgio, bella la vittoria in Turchia. Ancora più bello, però, questo pareggio in Francia. L’Italia è tornata. È l’Italia di domani, ma sembra quella di ieri, quella proprio di Roberto Mancini.

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A centrocampo Frattesi ha vinto il duello a distanza con… Barella. Quel che non succedeva nell’Inter, adesso accade in Nazionale, dove il laziale ripaga ancora la fiducia di Mancini. Protagonista il centrocampista, anche più di Tonali e Fagioli, più preoccupati di cucire il gioco e chiudere gli spazi avversari, a scapito delle iniziative personali, soffocate dalla baldanza francese in pressing e palleggio. Dopo un’ora Tonali ha pagato il conto con la fatica ed ha lasciato sia la regia (a Fagioli) che il posto in campo (a Barella).