Dopo l'Italia, anche l'Europa scopre il Como di Cesc Fabregas. L'unica delle 4 squadre di Serie A uscita vittoriosa dalla prima giornata della fase a campionato in Champions League con un poker rifilato al Lipsia, surclassato nel risultato e nel gioco.


I goal portano le firme di Baturina, Douvikas, Diao e Perrone, ma a spiccare su tutto è la mano dell'allenatore spagnolo. Promosso al posto dell'esonerato Moreno Longo nel novembre del 2023 dalla Primavera alla guida della prima squadra in Serie B, chiusa al secondo posto in classifica con conseguente promozione. Poi grazie al quarto posto nella scorsa stagione arriva la prima storica qualificazione alle coppe europee, dalla porta principale.


Un traguardo inimmaginabile 8 anni fa, quando di questi tempi la squadra perse 3-0 a tavolino per non essersi presentata a Pavia per la Coppa Italia Dilettanti. Una protesta contro la decisione della Figc di non accettare (nonostante la vittoria dei playoff) l'iscrizione in Serie C, dove il posto del Como venne preso dalla neonata Juventus Next Gen.


La svolta decisiva arriva proprio in quella stagione ad aprile 2019, quando il club (ancora in Serie D) viene acquistato dai fratelli indonesiani Hartono. I quali scelgono di affidare la gestione della società al connazionale Mirwan Suwarso, il presidente che ora incorona Fabregas, definendolo come lo "Johan Cruyff del Como".


Un altro snodo importante si verifica al termine della prima stagione in Serie A chiusa al decimo posto in classifica, quando l'Inter ci prova con Fabregas dopo la finale di Champions League persa 5-0 contro il PSG e il conseguente addio di Simone Inzaghi, andato in Arabia Saudita all'Al-Hilal.


La missione del direttore sportivo nerazzurro Piero Ausilio a Londra non dà i frutti sperati, così l'Inter vira su Cristian Chivu, che era pronto a firmare il rinnovo del contratto col Parma, appena condotto alla salvezza.


L'assalto fallito a Fabregas si spiega innanzitutto con il secco no del Como, che non aveva alcuna intenzione di liberare il tecnico dal suo contratto.


In ogni caso lo stesso allenatore spagnolo non avrebbe accettato la panchina nerazzurra a occhi chiusi o firmato in bianco, perché chiedeva garanzie importanti in termini di investimenti per rivoluzionare la squadra sul mercato.


Inoltre influì anche la questione temporale, visto che l'Inter aveva fretta di trovare subito una nuova guida tecnica per il Mondiale per Club al via negli Stati Uniti a metà giugno.


E non finisce qui, infatti per Fabregas il Como respinse l'attacco di un altro club di Champions League: il Bayer Leverkusen, allora a caccia di un erede di Xabi Alonso, passato sulla panchina del Real Madrid.


Un matrimonio durato poco (fino a gennaio 2026), ma comunque più di quello tra il club tedesco e l'olandese Erik ten Hag, esonerato il 1° settembre.


Un mese destinato a rimanere nella storia europea del Como e di Fabregas, che ha già in mente un nuovo obiettivo: sconfiggere per la prima volta sul campo l'Inter di Chivu, battuto per il premio come miglior allenatore della Serie A 2025/26.